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Thailandia

Trasferirsi in Thailandia

Avete intenzione di trasferirvi in Thailandia? Siate consapevoli che ci vorra’ più di uno spirito vacanziero, sognando spiagge bianche e mare turchese. Vi illustreremo di seguito i vari aspetti su come muoversi in questo Paese.

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Pro e contro il trasferimento

La Thailandia, con i suoi sontuosi templi e la sua vivace vita notturna, è incredibilmente popolare tra globetrotter e avventurieri. La famosa ospitalità del Paese la rende anche una meta ideale per i pensionati europei che sognano di trascorrere al sole i loro anni d’oro.

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Tuttavia, un espatriato potrebbe scegliere la Thailandia anche per via degli aspetti negativi che la delocalizzazione comporta. In alcuni quartieri di città come Bangkok o Pattaya, è difficile ignorare i quartieri a luci rosse, per esempio, con i loro strip bar, prostitute e giro di droga.

Entrambe queste immagini sono due facce della stessa medaglia.

Storia politica

Il popolo Thai e’ fieramente orgoglioso del patrimonio della propria Nazione. Dopo tutto, il Paese è l’unico Stato nel sud-est asiatico che non è mai stato sotto il dominio coloniale, e la sua cultura risale e’ ultra millenaria.

L’attuale monarca è un membro della dinastia Chakri, che è stata al potere dalla fine del 1700. I suoi precursori, i Regni di Lanna, Aytthaya, e Sukhothai, hanno lasciato i loro segni sul patrimonio del Nazione, con le vestigia della cultura Lanna a Chiang Mai o con i siti storici del regno Sukhothai. Ancora oggi questi siti attirano molti turisti.

Il Re e la Regina

La Thailandia è una monarchia costituzionale, ed è essenziale capire l’importanza del sovrano regnante, il re Rama IX (Bhumibol Adulyadej), e di sua moglie, la regina Sikrit.

Il re Rama IX, che salì al trono nel 1950, non è affatto una figura incontrovertibile nel mondo accademico e nei circoli politici fuori dal Paese; tuttavia, si dovrebbe comunque rispettare l’immensa popolarità di cui gode la coppia reale. Inoltre, è utile sapere che lalesa maestà, ossia insultare la famiglia reale o anche l’immagine del re, è un reato penale anche per i cittadini stranieri.

Consigli sulla sicurezza

Come accennato in precedenza, si dovrebbe avere cura di non insultare o criticare il sovrano a meno che non si voglia finire nei guai con le autorità thailandesi. Ma la recente agitazione politica, che ha afflitto il Paese dal 2006 al 2011, sara’ per voi sicuramenre una preoccupazione più importante.

Scontri tra “camicie rosse” (sostenitori dell’opposizione dell’ex premier Thaksin, populista) e le “camicie gialle” del partito realista filogovernativo si sono infatti succeduti su base regolare.

Tuttavia, a partire dall’estate del 2011, quando il partito di opposizione – guidato da sorella minore di Thaksin – ha trionfato nelle elezioni nazionali, le proteste sembrano essersi placate.

Ad ogni modo, in quanto stranieri, si dovrebbe stare lontani da tutte le manifestazioni politiche e governative, visto che possono diventare il bersaglio di attacchi terroristici.

Inoltre, le missioni diplomatiche consigliano ai propri cittadini di non recarsi nelle zone della Thailandia vicino al confine con Cambogia, Myanmar e Malesia.

Ricordate, infine, che nel Sud della Thailandia, esiste la legge marziale, a causa dei soldati che combattono i gruppi musulmani fondamentalisti in quella regione.

Dove andare

Un avvertimento

In Thailandia, state lontano da ogni sorta di droga. Anche il possesso di droghe leggere, che potrebbero causare poco piu’ che qualche fastidio nel vostro Paese, qui possono portare a condanne severe. Quindi, se non volete familiarizzare con il sistema carcerario della Thailandia, lasciate perdere le droghe.

Vorremmo anche aggiungere di prestare attenzione al vostro bagaglio, e di non accettare nulla da una persona che non si conosce molto bene: i corrieri della droga approfittano dei viaggiatori innocui e degli espatriati come voi.

Ma non vi allarmante eccessivamente; nonostante questi avvertimenti, il numero effettivo di cittadini stranieri che hanno problemi con le autorità giudiziarie è molto piccolo.

Comunità straniera

E’ difficile da trovare eventuali statistiche affidabili sul numero di stranieri in Thailandia.

Alla fine del 2009, erano presenti circa 3,5 milioni di cittadini stranieri, tra turisti e visitatori temporanei. La maggior parte degli altri residenti stranieri sono lavoratori migranti provenienti da Cambogia, Laos, Myanmar, Nepal e India, o rifugiati dai Paesi limitrofi delle regioni frontaliere insicure.

Infine, c’è una grande comunità di espatriati e pensionati provenienti da Giappone, Regno Unito, Cina, India, Nord America e da diversi Stati Europei.

Bangkok

Naturalmente, la maggior parte degli espatriati vivono a Bangkok o nella sua area metropolitana. La capitale è l’impareggiabile centro politico, sociale ed economico del Sud-Est asiatico.

La città è sede di diversi gruppi e comunità di espatriati, ad esempio dalla Cina, India, Giappone, Europa, Stati Uniti, Corea del Sud, Australia e Singapore.

Le imprese di Bangkok, dai servizi finanziari al settore turistico e all’industria dei trasporti, offrono una varietà di opportunità di lavoro per i lavoratori stranieri qualificati.

Tuttavia, l’alluvione dell’ottobre 2011 ha interrotto la vita nella capitale per alcuni mesi, ed ha lasciato un impatto negativo sull’economia urbana, in particolare nel settore manifatturiero e nelll’industria microelettronica. Fortunatamente, l’economia di Bangkok sembra essersi ripresa.

Pattaya e Phuket

La città di Pattaya, assieme alla sua aerea metropolitana e alla industrializzata Eastern Seaboard Zone, attira anch’essa parecchi residenti stranieri. Gli espatriati desiderosi di lavorare possono trovare impiego nella zona industriale, dove abbondano le fabbriche di automobili e le industrie pesanti. I pensionati spesso la preferiscono invece come località balneare.

Pattaya ha, cio’ nonostante, sofferto il boom del turismo. La rapida trasformazione da villaggio di pescatori in un localita’ di vita notturna, ha portato infatti a strade affollate, all’inquinamento, all’aumento dei prezzi, e ai problemi del quartiere “a luci rosse”.

Oltre a Pattaya, i pensionati e le persone che lavorano per l’industria del turismo spesso scelgono di vivere sulle isole di Phuket o Koh Samui. La prima è l’isola più grande della Thailandia. Phuket e’ stata al centro dei titoli dei giornali internazionali, quando fu devastata dallo tsunami del 2004, dove almeno 250 persone morirono durante il disastro.

Tuttavia, il settore turistico di Phuket ha superato lo shock. Si tratta, ancora una volta, della meta favorita da parte degli amanti del sole di tutto il mondo. Le sue coste sono una delle ragioni principali per cui la Thailandia è tra le mete preferite dei pensionati.

Koh Samui e Chiang Mai

La piccola isola di Koh Samui è un’altra destinazione popolare. Si concentra quasi esclusivamente sul turismo, e potrebbe essere una valida alternativa a Pattaya e Phuket.

Tuttavia, siate consapevoli del fatto che questa è una destinazione privilegiata per il turismo di massa, con tutte le sue conseguenze positive e negative. Da un lato, i numerosi visitatori alimentano l’economia locale. D’altra parte, spiagge come Lamai e Chaweng stanno attirando la stessa folla festante e rumorosa che affligge Pattaya o Patong.

Infine, alcuni espatriati sono attratti dalla città di Chiang Mai, nel nord montagnoso del paese. Chiang Mai è il centro bohemien-culturale e il cuore di una regione metropolitana tentacolare.

E’ inoltre famosa per i suoi numerosi templi buddisti, ha anche un aspetto più rilassato ed è un posto più verde rispetto alla frenetica Bangkok. Per una città di 160.000 abitanti, Chiang Mai offre una intensa vita notturna, ma niente paragonabile all’industria del sesso che dilaga in alcune parti di Bangkok o Pattaya.

Visti

Prima di arrivare in Thailandia, assicuratevi di contattare la più vicina Ambasciata o Consolato Thailandese, per informarsi quale sia il visto migliore per voi. Se sei semplicemente un viaggiatore, un visto turistico dovrebbe essere sufficiente.

Visto turistico

Ci sono quasi 50 Paesi i cui cittadini non hanno bisogno di richiedere un visto turistico. Tuttavia, se non si appartiene ad una delle Nazioni che godono dell’esenzione del Visa, è necessario ottenere il visto prima di arrivare in Thailandia.

I titolari di un passporto provenienti da altri 28 Paesi possono ottenere semplicemente un visto all’arrivo, per le vacanze a breve termine. Tutti gli altri devono richiedere un visto turistico regolare. Di solito ti permette di rimanere in Thailandia per un massimo di 60 giorni

Di seguito i documenti necessari:

  • un passaporto valido
  • un modulo di domanda compilato
  • due fotografie formato tessera
  • un biglietto andata e ritorno
  • la prova di mezzi finanziari sufficienti per il soggiorno

In alcuni casi, potrebbe essere necessario portare una documentazione complementare.

I turisti per motivi medici, ad esempio, spesso devono allegare una lettera dall’ospedale thailandesi dove andranno a ricevere il trattamento.

Notate che un visto turistico è valido solo per fini turistici. Se si va in Thailandia per motivi diversi, si applichera’ il cosiddetto visto non-immigrante:

Visto per non immigranti

I visti per non-immigranti coprono diverse categorie, tra le quali:

  • F (doveri d’ufficio)
  • B (business e di lavoro)
  • ED (istruzione)
  • EX (esperti e specialisti)
  • IB / IM (investitori)
  • M (media, produttori cinematografici e giornalisti)
  • O (i volontari delle ONG, pensionati, ecc)
  • R (attività religiose)
  • RS (ricercatori e scienziati)

Nei casi sopra citati siete tenuti a fornire i seguenti documenti:

  • un passaporto valido
  • un modulo di domanda compilato
  • due fotografie formato tessera
  • una recente dichiarazione della vostra banca
  • altri documenti, secondo la vostra specifica categoria e situazione (ad esempio, una lettera di accettazione da un’università Thai un visto per studenti).

Visto per affari

Se venite in Thailandia con un visto B per fare affari, normalmente avrete bisogno di quanto segue:

  • una lettera dalla vostra azienda, descrivendo la vostra posizione e dichiarando lo scopo del vostro viaggio
  • una lettera di invito da parte di una società thailandese
  • corrispondenza con le imprese partner in Thailandia
  • i documenti aziendali di detta società thailandese (registrazione nell’elenco delle imprese, licenza commerciale, l’elenco degli azionisti, profilo aziendale, i dati di attività, partita IVA, bilancio fiscale)

Visto per lavoro

Tale visto ha bisogno dei seguenti documenti:

  • una lettera di approvazione da parte del Ministero del Lavoro (ottenuto dal datore di lavoro thailandese da parte dell’Ufficio dei lavoratori stranieri)
  • una lettera di invito da parte di una società thailandese che ha il permesso di assumere stranieri
  • un contratto di lavoro
  • curriculum lavorativo, curriculum studiorum e referenze da precedenti datori di lavoro
  • la documentazione aziendale del datore di lavoro in Thailandia (registrazione nell’elenco delle imprese, licenza commerciale, l’elenco degli azionisti, profilo aziendale, i dati di attività, elenco di personale straniero, bilancio fiscale, partita IVA)

La maggior parte dei visti per non immigranti sono inizialmente validi per 90 giorni. Poi si deve richiedere un permesso di lavoro temporaneo presso il Dipartimento del Lavoro o l’ufficio di collocamento locale. È inoltre necessario un prolungamento della permanenza presso l’Ufficio Immigrazione o in una delle sue filiali locali.

Nella maggior parte dei casi, il visto è quindi valido per un massimo di un anno, ma può essere rinnovato.

Per chiedere una proroga o di rinnovo del visto, si prega di mettersi in contatto con:

Divisione Immigrazione

Governo Center B

Chaengwattana Soi 7

Laksi

Bangkok 10210

+66 (0) -2.141-9889

Per prendersi cura dei visti e sulle questioni riguardanti il permesso di lavoro, si prega di contattare:

Centro di servizio One-Stop

Jamjuree Square Tower, 18 ° piano

319, Phayathai Strada

Pathumwan

Bangkok 10330

+66 (0) 2-2091100

Vivere in Thailandia

A differenza di quanto si potrebbe credere, vivere in Thailandia con l’intenzione di lavorarci, non sara’ la stessa cosa che godere di una vita rilassata in un resort sulla spiaggia. Naturalmente, i pensionati anziani e i turisti godranno del clima e della movida di questa Nazione.

Ma per chi emigra per lavorare, la Thailandia spesso significa tram tram quotidiano, caos del traffico e inquinamento atmosferico.

Vivere in Thailandia avra’ quindi sicuramente i suoi lati negativi, ma è anche un’ottima occasione per familiarizzare con la cultura della più importante Nazione del sud-est asiatico.

Popolazione

Vivono attualmente in Thailandia 67 milioni di persone. La maggior parte di loro appartengono a quattro gruppi etnici, provenienti da sud-est della Cina circa mille anni fa.

Tuttavia, esiste una comunità cinese considerevole a Bangkok. Molti sino-thailandesi si considerano multi-razziali, avendo antenati di entrambi i gruppi e avendo adottato cognomi thailandesi. I Cinesi in Thailandia tendono ad essere bilingue o addirittura trilingue: parlano il cinese mandarino, il dialetto cinese della regione d’origine della loro famiglia e, naturalmente, il Thai.

Lingue

Il Thai è la lingua ufficiale del Paese. Si tratta di una materia obbligatoria per tutti gli alunni, compresi i bambini espatriati che vivono in Thailandia e che frequentano una scuola ufficialmente bilingue.

L’Inglese è lingua straniera obbligatoria, nel senso che e’ insegnata in tutte le scuole thailandesi, e molti cartelli stradali sono scritti sia in Thai che in Inglese. Tuttavia, come in tanti altri Paesi, non aspettatevi che la persona media della strada sia abile a comunicare fluentemente nella lingua anglosassone.

Ovviamente, incontrerete sicuramente un sacco di imprenditori, accademici, studenti o personale di front-desk nel settore turistico che saranno in grado di parlare correntemente l’inglese. Pero’ con la popolazione anziana, le classi lavoratrici urbane o la popolazione rurale, non contate di poter utilizzare questa lingua.

Alloggio e assistenza sanitaria

Cercare casa

Per trovare un alloggio adeguato, la maggior parte degli espatriati ricorre ai servizi di una agenzia immobiliare. Consigliamo di entrare in contatto con diversi agenti immobiliari. In questo modo, è possibile scegliere tra una selezione più ampia.

Anche gli stranieri che vivono in Thailandia da qualche tempo sono una fonte preziosa riguardo i consigli su agenti immobiliari affidabili, cosi’ come i vostri futuri colleghi di lavoro.

Puo’ essere d’aiuto anche la scuola che ospitera’ i vostri figli; ad esempio, la Scuola Internazionale di Bangkok ha pubblicato unelenco di contatti di agenti immobiliari. In questo modo, aiutano le famiglie straniere a trovare una casa.

Comprare casa

Ci sono alcune restrizioni legali per gli stranieri che comprano proprietà in Thailandia. Infatti si possono acquistare appartamenti, condomini e case, ma non il terreno su cui sorge l’edificio.

Cosi’, le persone in cerca di una casa vacanze, o pensionati che desiderano emigrare in Thailandia, spesso fanno uso di appositi accordi di locazione. Tali “contratti di locazione dei terreni” possono essere validi per un massimo di 30 anni. In alcuni casi, possono anche essere rinnovati per un periodo di altri 30.

Tuttavia, la maggior parte dei lavoratori stranieri semplicemente preferisce affittare piuttosto che acquistare un immobile, con contratti di locazione molto più brevi; non sono infatti così difficili da trovare, nelle grandi città, appartamenti e case di standard occidentale. Ma, questi, sono tutt’altro che a buon mercato.

In alcune parti di Bangkok, una villa familiare puo’ costare fino a 100.000 THB al mese, o anche di più. D’altra parte, si può spendere solamente circa 8.000 THB per un appartamento decente, anche se con solo una camera da letto per single.

La maggior parte degli alloggi è parzialmente arredata, con un mobilio di base, un frigorifero e una cucina che funziona con le bombole a gas ( il gas di citta’ e’ piuttosto raro in Thailandia).

I costi per utenze e bollette telefoniche non sono inclusi nel canone di locazione. Si può pagare l’affitto per diversi mesi o anche fino a un anno di anticipo; normalmente si devono consegnare tre mesi di affitto come deposito cauzionale.

Consigli per la salute

Le vaccinazioni consigliate per la Thailandia includono quella per il tetano, la difterite, la poliomielite, la pertosse, l’influenza e l’epatite A. Inoltre, per soggiorni più lunghi, si dovrebbero ottenere le vaccinazioni anche per l’epatite B, la rabbia, il tifo e l’encefalite giapponese.

Contro le malattie trasmesse dagli insetti e’ necessario assicurarsi di indossare, ove possibile, abiti a maniche lunghe, utilizzare repellenti anti-insetti e ricordarsi di agganciare le zanzariere, durante la notte.

Inoltre, al fine di evitare la diarrea, prestare attenzione a una corretta igiene alimentare, e non bevete mai l’acqua del rubinetto. Non la usate neanche per lavare i piatti o lavarvi i denti.

Sanità

Dal 1990, la Thailandia ha avuto un regime nazionale di assicurazione sanitaria pubblica. Tuttavia, finora, il regime di sicurezza sociale riguarda solamente i dipendenti di età compresa tra 15 e 60 anni in aziende private con più di dieci membri di staff. I contributi sono dedotti direttamente dal salario del dipendente e versati nel fondo di previdenza sociale.

Ma ci sono comunque altre politiche di sanità pubblica, che coprono i dipendenti del settore statale e i loro familiari e, dal 2002, un sistema di copertura universale per le famiglie più povere. Quest’ultimo, però, non copre sempre gli stessi trattamenti che prevedono gli altri due piani.

Salute e istruzione

Assicurazione sanitaria per gli stranieri

In Thailandia, i piani di assicurazione sanitaria nazionale non sempre comprendono gli stranieri, e non coprono mai servizi di sanità privata di alta qualità. Pertanto, la maggior parte degli espatriati stipula una polizza di assicurazione privata.

Questi piani sanitari sono spesso forniti da multinazionali o aziende americane statunitensi. Naturalmente, ci sono anche compagnie di assicurazione thailandesi con i piani sanitari privati. Tuttavia, la barriera linguistica, con i conseguenti problemi, dissuade molti dal fare uso di questa possibilità.

Comunque, ricordatevi di avere con voi i documenti riguardo la polizza e denaro sufficiente a portata di mano quando andrete a consultare un medico in clinica. Perche’, a meno che non si tratti di una situazione di emergenza, di solito sarete tenuti a pagare in anticipo e ad essere rimborsati dopo dalla vostra assicurazione.

Una semplice consultazione media ha un costo tra i 700 e i 1.000 THB, ma una clinica privata con un dipartimento internazionale può richiedere un deposito di un certo rilievo, in anticipo, prima di poter beneficiare di un trattamento di lunga durata.

Strutture Sanitarie

Gli ospedali privati fornisco una qualita’ di cura spesso eccellente. Gli ospedali pubblici, invece, tendono ad essere carenti e sottofinanziati.

Tramite il sito Allianz Worldwide Care, potrete trovare un elenco delle cliniche (comprese le cliniche odontoiatriche) di Bangkok.

Educazione

L’istruzione e’ obbligatoria per nove anni. E anche se una istruzione pre-scolastica non è obbligatoria, molti bambini thailandesi frequentano la scuola materna. Dopo di che, vanno alla scuola elementare per sei anni, e frequentano una scuola secondaria di livello inferiore per altri tre anni.

Quando la scuola obbligatoria è finita, hanno l’opportunità di passare alla scuola secondaria superiore.

Formazione universitaria

Un corso di laurea presso un’università Thai (ad esempio la Chulalongkorn University, l’Università di Chiang Mai, o la Mahidol University) richiede solitamente quattro anni di studio. Alcuni corsi, come una laurea in medicina, richiedono sei anni.

Per la maggior parte dei corsi universitari la lingua d’insegnamento è il thailandese, ma le università più grandi e prestigiose offrono alcuni corsi in lingua inglese, come pure, ad esempio importanti MBA per studenti internazionali.

Scuole internazionali

Sfortunatamente, molte scuole pubbliche in Thailandia soffrono di carenze di investimenti e, di conseguenza, hanno un cattivo rapporto studenti-insegnanti. Tuttavia, e’ spesso la barriera linguistica il motivo principale per cui la maggior parte dei bambini stranieri frequentano le scuole private internazionali. La lingua d’insegnamento è l’inglese o la loro lingua madre.

Tutte le scuole internazionali sono comunque tenute a porre in essere corsi di lingua thailandese.

Purtroppo, l’ultimo elenco ufficiale delle scuole internazionali, presente nel sito del Ministero della Pubblica Istruzione, risale al 2004.

Ad ogni modo, la maggior parte delle scuole internazionali si trovano a Bangkok a Chiang Mai, a Pattaya e a Phuket.

Lavorare in Thailandia

Lavorare in Thailandia consente di partecipare ad una delle economie più dinamiche del Sud-Est asiatico. Questa Nazione offre infatti molte opportunità di espatriati.

L’economia del Paese

Nel 2009, per la prima volta, il Paese ha registrato una crescita negativa dopo anni. La crisi mondiale ha colpito 34 milioni di operai ed impiegati in tutti i settori. Tuttavia, il tasso di crescita per il 2010 è stato di un impressionante 7,6%; un chiaro segno che gli sforzi di tutti coloro che lavorano in Thailandia avevano dato i suoi frutti

Ma, mentre l’economia è cresciuta anche nel 2011, le inondazioni nel sud del Paese hanno sconvolto le vite di numerosi residenti. Nel mese di ottobre 2011, forti piogge e acqua alta hanno distrutto diversi complessi industriali, causando un danno enorme per il settore manifatturiero.

L’anno seguente, l’economia nazionale ha comunque recuperato di nuovo. Al momento, le industrie più importanti della Thailandia sono tutte in fase di solida crescita.

Attualmente, il 41% della forza lavoro e’ impiegata nel settore agricolo. Tuttavia, l’agricoltura contribuisce solamente per il 13% al prodotto interno lordo. Quasi la metà della popolazione attiva è impiegata nel settore dei servizi, che genera oltre il 40% del PIL annuo.

Gli stranieri sono particolarmente richiesti per posizioni specialistiche nei settori industriali della Thailandia. Tuttavia esistono possibilita’ di impiego anche nel settore dei servizi, per chi ha esperienza professionale specializzata.

Bangkok

C’è una grande differenza nello sviluppo economico tra la Thailandia rurale e le grandi città di questo Paese di recente industrializzazione, in particolare Bangkok e Pattaya. La popolazione nella campagna produce colture come il riso, radici di manioca, mais, canna da zucchero, soia e noci di cocco, sia per l’agricoltura di sussistenza che per il mercato internazionale.

La maggior parte degli espatriati lavorano invece nel settore dei servizi di Bangkok, in particolare nel Central Business District.

Quest’ultimo è sede della Borsa della Thailandia, di grande importanza per l’intero mercato sud-est asiatico. Il CBD di Bangkok ospita anche gli uffici regionali di banche internazionali (ad esempio, Barclays, Credit Suisse, Deutsche Bank, HSBC) e numerose aziende del turismo e del trasporto (in particolare compagnie aeree).

La Eastern Seaboard Zone

Nella Eastern Seaboard Zone, vicino Pattaya, sorgono gli impianti di produzione orientati all’esportazione: producono prodotti tessili, parti di automobili e materie plastiche, così come strumenti elettronici e parti per PC da esportare in Cina, Giappone e Stati Uniti.

In effetti, nel 2011 le inondazioni hanno causato una carenza globale di hard-disk che e’ perdurata anche nel 2012. Se avete competenze industriali, vi consigliamo di sondare questi settori.

Limitazioni al lavoro

Siate consapevoli, però, che ci sono alcune restrizioni riguardanti i lavoratori stranieri; secondo il Foreign Business Act, infatti, gli stranieri non possono lavorare nel settore delle costruzioni, nella vendita al dettaglio, come assistenti d’ufficio, e in alcuni altri campi di impiego.

Pertanto, le migliori opportunità di lavorare in Thailandia riguardano posizioni qualificate nei seguenti campi: IT, industria petrolchimica, tecnologia medica, produzione e ingegneria, finanza, commercio e turismo: l’industria dell’ospitalità è, invero, un altro settore redditizio se avete eccellente conoscenza della lingua Inglese e una certa conoscenza della lingua Thai.

Fare business

Prima di aprire una attivita’ in proprio, e’ bene ricordare che alcuni settori sono off limits per gli stranieri, come il commercio di antichità. Per altri campi, ad esempio per professioni come la contabilità, la legge, o l’architettura, vengono richieste delle licenze extra da parte del Ministero del Commercio.

Quindi, ricordate sempre di chiedere un parere legale dettagliato prima di lavorare in Thailandia, anche come lavoratore autonomo o imprenditore. Inoltre, mai pensare di costituire una “società di comodo” solo al fine di ottenere un visto di lunga durata, o per eludere le restrizioni per gli stranieri riguardo l’acquisto di immobili e terreni.

Mettersi in proprio

Molti residenti stranieri che decidono di aprire una propria piccola impresa in Thailandia scelgono la struttura giuridica della società a responsabilità limitata.

A questo scopo, devono soddisfare i seguenti requisiti:

  • La società ha bisogno di almeno sette soci / “promotori”. Non tutti devono essere cittadini thailandesi, però, il 51% delle azioni della società devono essere in mani thailandesi, se si vuole essere esentati dal Foreign Business Act e le sue restrizioni. Ad esempio, una societa’ i cui azionisti sono per lo più Thai sarebbe in grado di acquistare e vendere proprietà, anche se un cittadino straniero detiene parte delle azioni .
  • La società deve avere un capitale minimo di per lo meno 30.000 THB. E’ necessario un capitale di 2.000.000 THB per ogni permesso di lavoro straniero che si decide di richiedere.
  • È necessario elaborare l’atto costitutivo e lo statuto in conformità con la legge thailandese. È inoltre necessario tenere un incontro ufficiale inaugurale con tutti i vostri azionisti.
  • Si deve porre in essere una corretta contabilizzazione secondo la legge thailandese (codice civile, codice di commercio, diritto tributario, ecc) e trattenere l’imposta sul reddito dai salari dei dipendenti. E’ un mus assoluto anche la consegna in un bilancio annuale presso l’ ufficio delle imposte.

Chiedere consigli

Se hai intenzione di iniziare la propria attività in Thailandia, e’ fortemente raccomandato ottenere un contributo e un sostegno da parte di un avvocato esperto e di un consulente fiscale.

Se avete bisogno di più informazioni sul mercato thailandese, dati attendibili sul commercio estero, raccomandazioni su avvocati esperti, ecc, non esitate a contattare la camera di commercio del vostro Paese a Bangkok.

Trovare lavoro

Camera di Commercio

Se volete lavorare in Thailandia senza la prospettiva di un trasferimento aziendale, esistono diversi modi per trovare un lavoro.

Prima di tutto, la camera di commercio del proprio Paese d’origine è un buon modo per iniziare. Alcune camere di commercio hanno mercati del lavoro online dove le aziende associate pubblicizzano i posti vacanti o dove è possibile caricare il proprio CV. Se non hanno un mercato del lavoro sul loro sito web, possono spesso averne uno in una pubblicazione mensile, bimestrale o trimestrale.

Inoltre, una camera di commercio tende anche ad offrire workshop aziendali o seminari dove si possono rispolverare le qualifiche e trovare i contatti giusti per il mercato del sud-est asiatico. Questi contatti possono includere conferenze sulla comunicazione interculturale, informazione sui visti, aggiornamenti sulla normativa fiscale Thai, ecc

Cercare lavoro online

Andate nei seguenti siti:

  • la sezione dedicata al lavoro delle edizioni online dei due piu’ grandi giornali in lingua Inglese della Thailandia, il Daily Xpress e il Bangkok Post.
  • le offerte di lavoro nei siti dedicati come Monster Thailand.

Ricordate che, oltre alla propria esperienza professionale e ad una fluente conoscenza della lingua Inglese, una buona infarinatura della lingua Thai e una buona esperienza interculturale (in particolare nel Sud-Est asiatico) sono enormi bonus per trovare lavoro in questo Paese.

Confrontarsi con i datori di lavoro

In Thailandia i contatti e le relazioni personali sono essenziali nel mondo degli affari della: quando vi candidate per una offerta di lavoro, telefonate direttamente all’azienda e scoprite chi sara’ esattamente a gestire la vostra applicazione. Se riuscirete a fare intendere il vostro interesse e a porre alcune domande sulla posizione vacante, lascerete una buona impressione.

Chiamare e’ anche importante per riuscire ad ottenere la pronuncia Thai della persona incaricata per la selezione. Se lo dimenticare o se addirittura ignorate questo dettaglio, rischierete di essere etichettati come uno straniero ignorante o arrogante.

Guidare in Thailandia

Guidare in Thailandia è un’avventura. I Thailandesi sono incredibilmente gentili e raramente soccomberete alla collera degli autisti o al rumore dei clacson, tuttavia, questo non significa che il traffico scorra senza intoppi: guidare in in questo Paese può essere infatti estremamente pericoloso.

Vedrete una famiglia di sei persone su uno scooter, o un uomo in bicicletta trasportare un frigorifero. E attenzione ai tuk-tuk, forma importante di trasporto pubblico: mini bus all’aperto su tre ruote, che impazzano per le strade e provocano il caos generale.

Rispetto alla maggior parte degli altri Paesi, comunque, il carburante è abbastanza a buon mercato, ma non per la gente del posto. Tenendo conto del reddito medio giornaliero ($ 17), la classe media thailandese deve spendere il 25% del salario della loro giornata per 4 litri di gasolio.

Condizioni di guida

Guidare in Thailandia è decisamente impegnativo. A causa del traffico congestionato e del fatto che le strade non siano ben tenute, si verificano molti incidenti. Il governo thailandese è consapevole del caos stradale del Paese, e sta cercando di migliorarne le condizioni. Tuttavia, le misure attuate creano solo più confusione: infatti una delle tante soluzioni e’ manipolare il flusso di traffico semplicemente cambiando la direzione di segnali stradali, confondendo tutti e facendo diventare a volte strade a senso unico a doppio senso se non addirittura a tre corsie!

E gli autisti thailandesi devono anche essere estremamente tolleranti, perché la durata di questo cambiamento varia a seconda della durata del governo in carica.

Bangkok: la citta’ del traffico

La congestione stradale a Bangkok è diventata così grave che le persone evitano del tutto la guida in centro, a meno che non sia assolutamente necessario. Naturalmente, non tutti possono evitare di guidare nel capitale della Thailandia: corrieri e autisti di veicoli commerciali non hanno infatti molta scelta.

Nel 2012 sono stati censiti 6,8 milioni di veicoli, ma la città può in realta’ sopportante solamente 2 milioni. La stima più recente della popolazione è di circa 8.280.000. Si capisce quindi che a Bangkok ci siano semplicemente troppe macchine.

Ricordare che moto e biciclette sembrano aver sviluppato un proprio sistema di regole e che, ovviamente, non rispetteranno nessun segnale stradale: il loro unico obiettivo è quello di arrivare a destinazione il più velocemente possibile. Purtroppo questo porta spesso a delle abitudini di guida pericolose, il più delle volte causando incidenti mortali con veicoli di maggiori dimensioni. Gli incidenti che coinvolgono motocicli rappresentano infati il 70% di tutti i decessi stradali.

Prendere la patente

Si può guidare con una patente di guida internazionale per un massimo di sei mesi, dopo di che si deve richiedere una patente thailandese. Questo processo non è tuttavia scoraggiante, visto che molti stranieri non hanno nemmeno bisogno di rifare un test di guida: il semplice possesso di una patente straniera o internazionale è di solito sufficiente. Fate richiesta per la patente thailandese al locale Department of Land Transport (dipartimento dei trasporti terrestri).

Se non siete in grado di leggere e scrivere Thai, portate con voi un interprete, perche’ i moduli da compilare saranno sono solo in thailandese.

È necessario portare il seguente con voi:

  • passaporto con visto non-immigrante valido
  • indirizzo di residenza in Thailandia
  • due foto recenti formato tessera
  • la patente di guida del Paese d’origine
  • prova di buona salute (un certificato medico da un medico di famiglia thailandese)
  • tassa pagata.

Oltre ad applicare in prima persona con i documenti di cui sopra, dovrete frequentare un breve corso teorico sulla guida (circa due ore), superare una prova di daltonismo e una prova scritta (che è in tailandese).

Vi verrà rilasciata una licenza temporanea di un anno rinnovabile.

Alcune regole per guidare in Thailandia

Ricordatevi le seguenti norme di circolazione:

  • avere almeno 18 anni di eta’.
  • il limite legale di tasso alcolemico è di 0,5 mg di alcool per litro di sangue.
  • si guida sul lato sinistro come nel Regno Unito
  • le cinture di sicurezza sono obbligatorie solamente per i sedili anteriori, e i seggiolini per i bambini sono opzionali
  • i motociclisti devono indossare il casco
  • i limiti di velocità variano come segue:
  1. 50 – 60 km / h in strade suburbane
  2. 90-120 km / h sulle autostrade

Tenete a mente che per l’elevato volume di traffico sulle strade thailandesi, la velocità media sarà determinata dal flusso generale del traffico e non da un segnale stradale.

Come importare la vostra auto

Se avete intenzione di rimanere nel Paese per più di sei mesi, e’ possibile importare solo la vostra auto personale. Se avete intenzione di soggiornare per meno tempo, potrebbe non valerne la pena, perché la tassa di importazione è incredibilmente alta, a volte oltre il 200% del valore dell’auto. Ciò è dovuto al fatto che le auto non sono considerate beni personali. Sarà necessario acquisire quindi una licenza di importazione da parte del Ministero del Commercio (MOC), che è in thailandese, per cui si consiglia di assumere un traduttore.

Per importare una nuova auto è necessario avere:

  • visto non-immigrante
  • permesso di lavoro valido per almeno 1 anno
  • modulo di dichiarazione di importazione (rilasciato dal MOC)
  • lettera di vettura
  • documenti di vendita
  • premio assicurativo

In aggiunta a tutto quanto sopra, se avete intenzione di importare una macchina usata, sono necessari i seguenti documenti complementari:

  • certificato di registrazione di residenza
  • certificato attestante veicolo è stato utilizzato all’estero per almeno 18 mesi

È possibile importare solo un veicolo usato a persona. Contattate il customs office (ufficio doganale) per qualsiasi domanda.

Una volta fornito tutto quanto sopra, un agente doganale controllera’ tutti i documenti e poi, se soddisfatto delle informazioni fornite, approverà la vostra auto per l’importazione. Sara’ quindi necessario pagare la tassa di importazione e la tassa amministrativa.

Registrare ed assicurare la vostra auto

Una volta sdoganata la vostra auto, è necessaria registrarla presso il Dipartimento dei trasporti terrestri. Bisogna fare domanda per il “libretto blu” (Lem Tabian), che è simile al nostro libretto di circolazione, e pagare il bollo annuale, da incollare sul parabrezza. Per gli stranieri è inoltre necessario mostrare il passaporto, il permesso di lavoro o il certificato di residenza. Una volta che tutto è stato approvato e una volta che avete ricevuto il vostro libretto blu e il bollo, siete legalmente autorizzati a guidare con a vostra auto in Thailandia.

La responsabilità civile è obbligatoria, e si consiglia vivamente di assicurare anche se stessi oltre che il veicolo. Ci sono decine di compagnie di assicurazione in quasi ogni città ma guardatevi intorno, perche’ potrebbero cercare di approfittarsi degli stranieri.

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