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Kenya

TRASFERIRSI IN KENYA

Geografia e clima

Il Kenia, uno dei più grandi Paesi della regione, ha una superficie di 580.000 km².

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Confina con l’Oceano Indiano a est, Etiopia, Somalia e Sudan a nord, Uganda ad ovest e Tanzania a sud.

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La pianura costiera, dove ha sede Mombasa, è decisamente tropicale. L’interno del Kenya vanta un clima sub-tropicale che diventa più fresco e più moderato negli altopiani, come ad esempio a Nairobi, la capitale. Le zone settentrionali sono costituite da steppa arida.

Storia

Soprannominata “culla dell’umanità”, il Kenya è stato abitato fin dai tempi preistorici. Nel corso della sua storia, la sua ricchezza di terreni agricoli e la sua posizione strategica in Africa orientale hanno attirato l’interesse di potenze straniere. L’influenza dei mercanti portoghesi e della cultura araba – soprattutto dal Sultanato dell’Oman – è infatti ancora visibile nelle città costiere come Mombasa.

Il passato più recente del Kenya, tuttavia, è stato caratterizzato dalla “corsa all’Africa” imperialista e un da un afflusso di coloni e funzionari Europei che hanno deciso di trasferirsi in questo angolo del continente nero.

Dopo una breve esperienza vissuta come colonia tedesca, nel 1895 il Kenya divenne un protettorato britannico, e più tardi una colonia della corona ufficiale. La giovane nazione africana è pero, adesso, giustamente orgogliosa della sua stabilità politica, dopo aver raggiunto l’indipendenza nei primi anni ’60.

Una recente eccezione alla pace interna del Kenya è stata causata da violenti disordini dopo le elezioni presidenziali del 2007. Questo evento ha provocato circa 1.500 morti, e ha sfollato circa un milione di abitanti. Fortunatamente, il seguente processo elettorale del marzo 2013 si è rivelato molto meno problematico.

Etnie e lingue

Dopo esservi trasferiti in Kenya, noterete subito che la popolazione – circa 44 milioni di persone – è composta da decine di etnie, ed ognuna di queste parla la propria lingua. Queste etnie diverse formano tre grandi gruppi demografici: il più grande gruppo riguarda il gruppo Bantu, come i Kikuyu, che costituiscono una maggioranza significativa della popolazione del Kenya (oltre il 20%). Il gruppo Cushitic, presente nel nord-est del Paese, costituisce la seconda più grande parte della popolazione.

I Nilotes – in realtà il più piccolo gruppo etnico – è probabilmente il più noto, dato che i guerrieri Maasai nilotici caratterizzano tutte le descrizioni turistiche del Kenya.

Gli Africani rappresentano oltre il 99% della popolazione. Il resto è costituito da arabi musulmani (washihiri) che vivono sulla costa, la comunità indiana del Kenya (colloquialmente nota come “asiatici”), e le persone di discendenza europea (mzungu). La comunità occidentale comprende soprattutto i discendenti dei coloni Inglesi che si trasferirono in Kenya, gli operatori delle ONG, i lavoratori stranieri, e un numero considerevole di missionari dagli Stati Uniti.

Se non sapete parlare Kiswahili, la lingua franca ufficiale del Kenya, non vi preoccupate. L’inglese è la seconda lingua della nazione, in particolare tra la popolazione urbana.

Requisiti Visa

Prima di spostarsi in Kenya, è necessario assicurarsi di ottenere il visto appropriato con largo anticipo.

In ogni caso, è necessario un passaporto valido con almeno una pagina vuota per il timbro del visto. Se si sta semplicemente organizzando una visita a breve termine inferiore ai tre mesi, esistono parecchie possibilità.

Opzioni Visa di base

Per tutti i tipi di visite in Kenya, ci sono due categorie base di visti: il visto per un ingresso e il visto multiplo. Come implica il nome, la differenza principale sta nel numero di volte in cui il visto permette di entrare in Kenya.

Durante il processo di domanda di visto per ingressi multipli, di solito si devono portare più copie dei documenti richiesti e il pagamento di una tassa sostanziosa.

Al di la di quale opzione di visto si sceglie, si dovrebbero avere i seguenti documenti a portata di mano:

  • Modulo ufficiale di domanda
  • Copie del tuo passaporto
  • Recenti fotografie formato tessera
  • Ulteriori documenti, a seconda del motivo per muoversi in Kenya (ad esempio un certificato di matrimonio se si desidera visitare il vostro coniuge, un permesso di lavoro se sei un lavoratore straniero, ecc)

Permesso di lavoro e di soggiorno

Se avete bisogno di un visto per un soggiorno più lungo in Kenya (di solito per più di tre mesi), è necessario ottenere un permesso di lavoro e di soggiorno in anticipo. Il permesso sarà parte della tua domanda di visto.

Di seguito elenchiamo le opzioni più comuni:

  • Classe D: copre gli espatriati per mezzo di trasferimenti intra-aziendali, assegnatari stranieri e dipendenti provenienti dall’estero, nonché i lavoratori umanitari alle dipendenze di una ONG ufficialmente riconosciute.
  • Classe I: è un permesso per i missionari stranieri che vogliono lavorare in Kenya.
  • Gli stranieri indipendentemente ricchi che desiderano stabilirsi in Kenya hanno bisogno di un permesso di classe K, e devono presentare la prova di un reddito sufficiente.

Altri permessi si applicano, ad esempio, agli investitori stranieri nei vari settori di attività, dall’agricoltura alla produzione (ad esempio classe A, B, F, o G). Indipendentemente del permesso è necessario rivolgersi sempre all’ambasciata del Kenya a voi più vicina, per controllare i più recenti requisiti in materia di immigrazione.

Registrazione

Una volta arrivati in Kenya con un visto valido, dovrete registrarvi presso il Dipartimento per l’Immigrazione o presso la polizia locale, entro tre mesi. Questa regola si applica a tutti i residenti stranieri che hanno più di 18 anni e hanno intenzione di rimanere per più di 90 giorni.

Per questa procedura, è necessario:

  • un documento di viaggio valido
  • foto recenti formato tessera
  • vedersi prese le impronte digitali
  • pagare la relativa tassa

Alloggio

La maggior parte degli espatriati che si sposta in Kenya si stabiliscono in una grande città, soprattutto a Nairobi o Mombasa. Entrambi sono importanti centri urbani, con una significativa economia locale, una popolazione enorme (circa un milione di abitanti a Mombasa e circa 3,5 milioni di abitanti di Nairobi), così come le disparità di reddito.

Con tali condizioni, non è particolarmente sorprendente che i tassi di criminalità in alcune zone siano elevati. C’è anche una tendenza verso una forte segregazione economica tra quartieri poveri e ricchi.

Trovare casa

Se siete alla ricerca di un alloggio, in particolare a Nairobi, le seguenti risorse saranno molto utili:

Prima di affittare un posto, controllare se i costi della sicurezza – ad esempio per un allarme intrusione o per un ascari (guardia notturna) – siano inclusi nelle spese di base. Oltre alla sicurezza, il vostro nuovo appartamento o residenza dovrebbe avere un serbatoio per l’acqua e un generatore di back-up in caso di interruzioni di corrente.

Ci si può aspettare di spendere circa un terzo del budget per l’edilizia abitativa.

Sicurezza

Per quanto riguarda la vostra sicurezza personale, si dovrebbe essere prudenti, ma non vi è alcun motivo per diventare paranoici. Da un lato, borseggi, scippi, furti con scasso e rapine sono purtroppo comuni nelle grandi città del Kenya. D’altra parte, dal momento che gli espatriati tendono a raggrupparsi in aree suburbane e sono in grado di permettersi i servizi di sicurezza, non dovreste preoccuparvi di tutto questo.

Pero’ ci sono alcune regole generali che non si dovrebbero dimenticare:

  • Evitate le zone scarsamente illuminate, parchi pubblici, marciapiedi deserti e passeggiate sulla spiaggia di notte.
  • Non indossate gioielli e non ostentate oggetti preziosi in pubblico.
  • Fate attenzione quando prelevate contanti da uno sportello automatico.
  • Tenere le porte bloccate quando siete fermi su strade solitarie, e non abbassate i finestrini.
  • Non accettare cibo e bevande da sconosciuti (possono essere drogati).
  • Se siete vittima di una rapina, non protestate o cercate di resistere. Basta consegnare gli oggetti di valore.
  • Quando si viaggia in tutto il Paese, evitate la regione nord-orientale lungo il confine con la Somalia. Pirati o milizie somale possono operare anche vicino a Lamu Island e al largo della costa nord-orientale.
  • Optate solamente per tour book safari con agenzie conosciute.
  • Soggiornate in campeggi o bungalows costieri che hanno il proprio personale di sicurezza.
  • Ci sono stati attacchi terroristici su piccola scala a Nairobi e Mombasa durante gli ultimi due anni, quindi fate attenzione intorno agli edifici pubblici. Nel mese di settembre 2013, la milizia islamista Al-Shabaab dalla Somalia ha lanciato un attacco su larga scala sul popolare centro commerciale Westgate a Nairobi, prendendo il personale e i clienti come ostaggi, uccidendo 67 vittime e ferendone molti altri. Tra le vittime, ci sono stati diversi cittadini stranieri dal Canada, Cina, Ghana, India e Regno Unito. Si prega di consultare la vostra ambasciata o consolato per gli ultimi consigli di sicurezza sulla minaccia rappresentata dal movimento di Al-Shabaab.

La vita in Kenya

Benvenuto in Africa orientale!

Vivere all’estero in Kenya non è, di certo, solamente un lungo safari, tuttavia, mentre scoprirete presto la vita di tutti i giorni al di là dei luoghi comuni, avrete sicuramente il tempo di giocare a fare anche il turista.

Molti espatriati, infatti, si ritagliano un poco di spazio, al di fuori della loro routine quotidiana, per esplorare le bellezze naturali del Paese. Ammirano, ad esempio, le zebre vicino il lago Vittoria, si rilassano sulle spiagge tropicali della costa sud del Kenya, o effettuano escursioni nei boschi intorno al monte Ragged.

Ma, anche se le due più grandi città del Kenya, ossia Nairobi e Mombasa, non saranno abbastanza eccitanti come il vostro primo safari, vi stupiranno ugualmente, dato che offrono numerose attività di svago per tutti i gusti.

Attività per la famiglia

Le famiglie che decideranno di vivere a Nairobi, la capitale, potranno divertirsi a dare da mangiare alle giraffe o agli elefanti presso il Centro Langata o al David Sheldrick Wildlife Trust. Se i vostri figli sono appassionati di treni piccoli, andate pure al Museo Ferroviario di Nairobi.

Inoltre, centri commerciali in quartieri come Gigiri e Westlands offrono più di un assortimento riguardo negozi e boutique. Alcuni vantano anche parchi giochi, centri bowling, campi di golf in miniatura e cinema.

Il cibo

Molto piatti locali – come il ugali (polenta), la sukuma wiki (cavolo stufato), e la nyama choma (pecora o capra alla griglia) – sono semplici e rustici. Mentre questo tipo di pietanze riflettono uno stile di vita rurale, il cibo costiero, ossia quello Swahili, mescola uno stile africano e arabo, con influenze indiane. Piatti salati come Kuku Paka (pollo in salsa al curry di cocco) e mtuzi wa Samaki (un curry a base di pesce da Zanzibar) sono l’equivalente culinario alla vita in melting pot del Kenya.

Sia le metropoli costiere, che Nairobi, dispongono anche di una varietà di ristoranti dedicati a cucine straniere. Non sarà quindi necessario rinunciare al tuo cibo preferito.

Arte e Cultura

Nairobi forse non può avere le stesse possibilità di svago come altre città di dimensioni paragonabili, ma è tutt’altro che un deserto culturale. I cinema più grandi mostrano principalmente successi di Hollywood in lingua originale. Istituzioni culturali come il British Council o del Goethe Institut spesso ospitano serate di cinema o festival cinematografici, molti dei quali in collaborazione con registi dell’Africa orientale e cineasti.

Gli Istituti culturali sono generalmente un ottimo indirizzo per gli espatriati che sono interessati alla scena artistica contemporanea (musica, belle arti o letteratura).

Inoltre, non è insolito per i musicisti e attori che vivono in Kenya mettere su uno spettacolo teatrale o un concerto presso le scuole locali. Tra le altre, la Braeburn International School di Nairobi, è abbastanza popolare come luogo adibito a queste esibizioni.

Sanità

La qualità delle cure mediche

La sanità, così come la distribuzione del reddito, rivela enormi differenze tra i vari segmenti della popolazione.

Da un lato, il Kenya è ancora una nazione, sotto alcuni aspetti, in via di sviluppo. La popolazione ha un’aspettativa di media di vita di 63 anni.

Diversi fattori influenzano questo dato in modo negativo: la mortalità infantile rimane relativamente alta, e almeno 1,5 milioni di persone vivono con l’HIV o l’AIDS. Ci sono troppo pochi medici per una popolazione in continua crescita, e solo il 30% di tutti i Keniani hanno accesso a servizi igienici e ad acqua pulita.

D’altra parte, gli stranieri benestanti non noteranno granché di questi problemi. Le cure mediche disponibili negli ospedali privati di Nairobi e Mombasa sono buone e in costante miglioramento.

Inoltre, le condizioni di vita dei benestanti difficilmente li espongono al tipo di rischi di salute di cui soffre il resto della popolazione.

Quindi, se si seguono le raccomandazioni di salute del medico, ed avete l’assicurazione giusta, non avete motivo di preoccuparvi.

Vaccinazioni consigliate

Prima di trasferirsi in Kenya, assicurarsi di avere tutte le vaccinazioni necessarie. Si dovrebbe consultare il vostro medico di famiglia sia per i “richiami” o per nuove vaccinazioni riguardo le seguenti malattie:

  • TDP (tetano, difterite, pertosse)
  • MMR (morbillo, parotite, rosolia)
  • l’epatite A e B
  • febbre tifoidea
  • rabbia
  • infezioni da meningococco
  • febbre gialla per le aree ad alto rischio

Consigli per la salute per gli espatriati

Quando siete arrivati in Kenya, ricordate alcuni consigli di base di salute. I suggerimenti di seguito non possono sostituire un colloquio approfondito con un medico esperto in medicina tropicale, ma ti danno una buona idea di cosa aspettarsi.

  • Proteggersi contro le punture di insetti per aiutare a prevenire la malaria, la febbre dengue, la malattia del sonno e la leishmaniosi. I casi di febbre dengue, in particolare, sono aumentati negli ultimi anni.
  • Indossare camicie a maniche lunghe e pantaloni lunghi, e assicurarsi di applicare ripetutamente il repellente per insetti.
  • Dormire in luoghi forniti di zanzariere.
  • Prendere farmaci antimalarici come profilassi medica.
  • Non bere l’acqua del rubinetto o consumare prodotti crudi.
  • Assicurati di tenere le mosche lontano dal vostro cibo, e lavarsi spesso le mani.
  • Non fare il bagno in fiumi o laghi per evitare infezioni parassitarie. Tuttavia, l’Oceano Indiano e le piscine clorurate sono ok.
  • Prestare attenzione dove ci si siede o dove si mettono le mani, per evitare ragni o morsi di serpente.
  • Fare attenzione a tutti gli animali domestici e selvatici, a causa della rabbia.
  • Usate molta crema solare.

Assicurazione medica

Gli espatriati che si stabiliscono in Kenya hanno bisogno di una assicurazione sanitaria privata.

Se si desidera viaggiare in Africa orientale mentre siete nel Paese, ricordatevi di stipulare anche una polizza di assicurazione di viaggio, perché se si dispone solamente di un piano sanitario medico per il Kenya e poi avete un incidente magari in Tanzania, la vostra assicurazione non coprirà le spese.

Ultimo ma non meno importante, la polizza di assicurazione dovrebbe includere il rimpatrio per scopi medici. Nel (si spera improbabile) caso in cui abbiate bisogno di un trattamento prolungato o di un complicato intervento chirurgico, potrete quindi decidere se andare in una clinica sudafricana o tornare a casa.

In caso di emergenza

Oltre ad avere una copertura assicurativa da una società rispettabile, si dovrebbe firmare per un abbonamento alla società AMREF. Questa organizzazione fornisce servizi di ambulanza aerea in tutta l’Africa orientale. Se avete bisogno del loro aiuto come un loro abbonato, non sarà necessario rimborsare le spese di trasporto in seguito.

Inoltre, in caso di una emergenza che richieda i servizi consolari, si dovrebbero avere sempre disponibili i contatti della propria ambasciata.

Strutture sanitarie a Nairobi e Mombasa

I fornitori di servizi statali, nel settore medico sanitario, sono raramente utilizzati dagli espatriati occidentali.

Le cliniche private includono servizi ospedalieri, medici per consulti e farmacie.

I seguenti centri sono molto popolari tra gli espatriati:

  • Nairobi Hospital
  • L’Aga Khan University Hospital di Nairobi
  • Mater Hospital di Nairobi
  • Ospedale Gertrude, per i bambini
  • Aga Khan Hospital di Mombasa
  • Diani Beach Hospital

Istruzione e Trasporti

Il sistema scolastico

Il sistema di istruzione del Kenya segue la formula 8-4-4. Otto anni di scuola primaria sono seguiti da quattro anni di istruzione secondaria e, idealmente, da quattro anni di università. I bambini spesso frequentano uno o due anni di scuola materna prima di iniziare la scuola elementare, all’età di sei anni. Per i successivi otto anni, chiamato Standard 1 – Standard 8, si beneficerà di una istruzione gratuita.

Secondo i loro risultati nella scuola elementare, gli studenti kenioti frequenteranno diversi tipi di scuola secondaria.

Le scuole nazionali finanziate dal governo per i migliori studenti sono quelle più prestigiose; in seguito abbiamo le cosiddette Harambee, scuole spesso supportate da intere comunità che prendono in carico gli studenti che non sono riusciti ad entrar nelle scuole nazionali. Infine abbiamo le scuole private, che spesso seguono il modello britannico piuttosto che il sistema locale.

Tutti e tre i tipi di scuola secondaria terminano con gli esami finali per il Kenian Certificate of Secondary Education. Conseguendo il KCSE, gli studenti possono iscriversi in una delle 40 università del Kenya.

Istruzione per gli espatriati

Purtroppo, le scuole del Kenya devono fare i conti con una serie di problemi, come ad esempio bassi livelli di alfabetizzazione tra molti studenti, l’assegnazione inaffidabile dei fondi, un altro rapporto insegnante – numero di studenti, e alti tassi di abbandono tra i ragazzi più grandi, soprattutto le ragazze. Anche se tali problemi sono peggiori nelle regioni povere e isolate piuttosto che nei i quartieri della classe media urbana, molti espatriati preferiscono le scuole internazionali per i loro figli.

La lingua in classe è per lo più l’inglese. Ad ogni modo, le scuole private sono piuttosto costose, e le loro tasse universitarie costituiscono una forte peso nel bilancio familiare.

Di seguito le scuole internazionali più popolari:

  • International School of Kenya
  • Braeburn Shool
  • Rosslyn Academy
  • Deutsche Schule, Nairobi
  • Lycée Denis Diderot
  • Intrnational School of Brookhouse
  • Aga Khan Academy

Trasporti pubblici: treno e bus

L’aeroporto più trafficato del Kenya si trova a Nairobi, e la maggior parte degli espatriati arrivano via l’aeroporto internazionale Jomo Kenyatta. Tuttavia, un grande incendio in Agosto 2013 ha danneggiato gran parte del terminale JKIA. Per questo motivo, sia gli arrivi che le partenze in JKIA richiederanno più tempo del solito, in quanto alcune strutture sono solo provvisorie.

Una volta atterrato in uno degli aeroporti internazionali del Kenya, a Nairobi o Mombasa, noterete subito che la rete di trasporto pubblica è un po’ carente. C’è solo una linea ferroviaria principale, che va da Nairobi a Mombasa due o tre volte alla settimana.

I trasporti tra le varie città hanno luogo attraverso una rete di autobus, in particolare nei pressi di Nairobi, sulla costa, ad ovest e a sud. Se prenotate un viaggio a lungo raggio con una delle aziende più grandi, come la KBS, e viaggiate durante le ore diurne, questo dovrebbe essere abbastanza comodo e sicuro.

Comunque, un viaggio in pullman è sicuramente più sicuro degli onnipresenti matatus: questi furgoni (per lo più Nissans bianchi) sono abbondanti, a buon mercato, ma piuttosto pericolosi. Anche se il governo ha introdotto norme di sicurezza più severe, si consiglia vivamente di non andare da un matatu.

C’è un motivo per cui il posto in prima fila accanto al conducente si chiama “sedile della morte” … gli scontri frontali sono purtroppo frequenti sulle strade del Kenya.

Taxi e guida

I taxi sono cari e non sempre molto comodi, ma sono il modo più sicuro per viaggiare a Nairobi e a Mombasa. Li potete trovare nei pressi di alberghi internazionali e nella maggior parte dei siti turistici. Di solito sono contrassegnati con una linea gialla sul lato della vettura. Attenzione, però: non c’è tachimetro, e si deve concordare la tariffa in anticipo. Una corsa dal centro di Nairobi a Westlands è di circa 500 KES, per esempio.

Per chi preferisce guidare da solo, bisogna sapere che è consentito utilizzare un permesso di guida internazionale o una patente straniera di un paese del Commonwealth per un massimo di tre mesi. Poi ci si deve mettere in contatto con il Dipartimento dei Trasporti o con l’Automobile Association Keniana, e chiedere se e come sia possibile convertire la vostra patente straniera con un permesso keniota. Ricordate sempre di utilizzare il lato sinistro della strada e di guidare con molta attenzione ai rischi.

Lavorare in Kenya

Lavorare in Kenya vi offre l’opportunità di partecipare al “motore di crescita economica” dell’Africa orientale ed alle sfide che comportano un Paese in via di sviluppo.

Lavorando in Kenya, si contribuirà alla più grande economia dell’Africa orientale. Il Paese ha un prodotto interno lordo superiore a quello del Burundi, Ruanda e Uganda messi assieme. Nel 2011, l’economia del Kenya è cresciuta di un rispettabile 5,1%.

Il governo sta progettando di trasformare la nazione, entro i prossimi due decenni, dal suo stato attuale di Paese in via di sviluppo in un Paese a medio reddito entro i prossimi due decenni.

Dall’aumento della crescita economica generale, del reddito medio, e del tenore di vita trarrebbero beneficio tutti coloro che vivono in Kenya.

Tuttavia, il governo deve affrontare una serie di ostacoli che si devono assolutamente superare se si vuole raggiungere questo ambizioso obiettivo.

Risorse e Agricoltura

Il Kenya gode di una ricca fauna selvatica, e gli altopiani in particolare sono una fertile regione agricola. Nella primavera del 2012, il governo del Kenya ha annunciato che riserve di petrolio erano state scoperte nel nord del Paese. Finora, non è chiaro quale effetto avrà questa scoperta ma, secondo il FMI, si potrebbero iniziare a sfruttare queste riserve entro il 2020.

Al momento, la stragrande maggioranza delle persone – oltre il 70% della forza lavoro – sta lavorando nel settore agricolo. Gran parte del lavoro rimane a livello di sussistenza, ma il Kenya ha ugualmente una economia agroalimentare fiorente. Gli agricoltori e pastori di bestiame producono mais, frumento, canna da zucchero e riso, così come frutta, carni bovine, prodotti lattiero-caseari e pelli.

Soprattutto, caffè, tè e fiori sono tra i più importanti prodotti esportati.

Industria e Servizi

Anche se molti residenti sono attualmente impiegati nell’agricoltura, il settore primario crea meno di un quarto del Pil. Il restante 76% è generato da operai e impiegati che lavorano nel settore industriale e nei servizi.

Oltre all’assemblaggio dei veicoli, la produzione di cemento e dei beni di consumo di piccole dimensioni (ad esempio, tessuti, mobili, cibo e bevande), l’attività industriale del Kenya si concentra anche sul settore petrolchimico. L’olio viene importato, raffinato o utilizzato per i prodotti a base di petrolio, che vengono poi riesportati.

In ogni caso, l’industra non è così importante come il mondo dei servizi.

Il Kenya è l’hub dell’Africa orientale per la finanza, il turismo, e la tecnologia delle comunicazioni. Grazie al suo scenario mozzafiato, il Kenya è una destinazione turistica popolare per i visitatori provenienti da Europa (in particolare Germania, Italia e Regno Unito), India, altri Stati Africani, e Nord America.

Nel 2010, il numero di turisti ha raggiunto un massimo storico, con oltre un milione di viaggiatori – una manna per tutti coloro che lavorano nel settore dell’ospitalità. Questo numero è aumentato ulteriormente nel 2011

Infine, il mondo delle telecomunicazioni darà forma al futuro economico del Kenya: nel 2010, si stima che quattro milioni di keniani erano on-line ma, appena tre anni più tardi, questo numero era moltiplicato per quattro, e che oltre 30 milioni di persone hanno attivato abbonamenti di telefonia cellulare.

Con l’aumento globale degli smartphone e l’Internet mobile, queste cifre sono solo un antipasto per coloro che lavorano nel settore IT del Kenya.

Problemi e Potenzialità

Per mantenere e trarre profitto dalla sua posizione strategica in Africa orientale, dalle sue risorse naturali e delle sue risorse umane, il Kenya deve risolvere diversi problemi che ostacolano il suo sviluppo economico. Fortunatamente, le recenti elezioni presidenziali – marzo 2013 – non hanno minacciano di nuovo la pace interna, rispetto ai violenti disordini del 2007.

Ad ogni modo, il governo ha cominciato a cambiare struttura amministrativa del Paese, dividendo le storiche 7 regioni in 47 province più piccole: questo progetto richiede un sacco di tempo, energia e burocrazia.

E, al di là di tali sfide politiche, il governo deve combattere l’inflazione, contribuire a diversificare le esportazioni, continuare a sostenere il suo ben sviluppato settore privato, aumentare la trasparenza e migliorare l’infrastruttura nazionale.

Opportunità per gli espatriati

Le infrastrutture possono essere una buona opportunità per gli investitori stranieri e per gli espatriati interessati a lavorare in Kenya. Per costruire strade e nodi di trasporto, sfruttare nuove fonti di energia e creare una migliore rete di comunicazione, il Kenya ha bisogno della competenza dei suoi laureati, così come di stranieri specialisti.
La maggior parte degli espatriati sono impiegati nelle sedi regionali e continentali di OIG e di ONG (le Nazioni Unite, la Banca Mondiale, la Croce Rossa, ecc) o nei rami locali di multinazionali come la BASF, la Coca Cola o PWC. Con i tassi di crescita annuali previsti tra il 5 e il 6% nel prossimo futuro, si avrà una forte domanda di persone altamente qualificate.

Sicurezza sociale e costo della vita

Infortuni sul lavoro

Oggi, la maggior parte degli operai e impiegati sono assicurati contro gli infortuni e le malattie professionali. I contributi per questo piano di assicurazione sono tutti a carico del datore di lavoro. Alcuni gruppi sono tuttavia esenti da copertura: lavoratori precari, lavoratori in imprese familiari, i lavoratori autonomi.

Pensioni e malattia

Tutti i dipendenti del Kenya, i commercianti autonomi e gli agricoltori fanno automaticamente parte del piano nazionale per le pensioni di vecchiaia e di invalidità.

Vi è un fondo pensionistico supplementare per i funzionari e gli impiegati del settore pubblico.

L’assicurato deve pagare il 5% del proprio salario mensile per i contributi previdenziali; il datore di lavoro aggiunge un altro 5%. Contributi volontari al piano pensionistico sono possibili. Si può pagare tanto quanto si desidera.
Una volta che un dipendente del Kenya abbia raggiunto l’età di 60 anni e non ha più alcun tipo di impiego, riceverà una pensione di vecchiaia. Se si sono versati almeno tre anni di contributi, riceveranno la somma forfettaria di questi contributi, più gli interessi.
Il Kenya ha inoltre un sistema di sicurezza sociale riguardo la malattia e la maternità. Le persone che contribuiscono a questo schema ricevono fino a due mensilità della loro ultima busta paga se sono in congedo per malattia/maternità.

Sicurezza sociale per gli espatriati

Gli espatriati devono sapere che la normativa di cui sopra o non si applica a loro esplicitamente o, quando è possibile applicarla, i benefici tendono ad essere piuttosto bassi. Riguardo la propria pensione, così come in caso di incidenti o malattie, dovrete prendervi cura di voi stessi autonomamente.
Innanzitutto, controllate con il vostro datore di lavoro se l’azienda fornisce una assicurazione per rischi per la salute sul lavoro per tutto il personale. La maggior parte dei datori di lavoro offrono anche un piano di assicurazione sanitaria privata.
Il Kenya non ha alcuni accordi bilaterali di sicurezza sociale. Quindi, anche se sei davvero interessato a elaborare la tua (molto scarsa) pensione keniana una volta tornati a casa, cio’ non sarà legalmente possibile.

Costo della vita

Fortunatamente, il Kenya è più economico di altri Paesi africani.

Nel Mercer Cost of Living Survey del 2012, Nairobi si è classificata 122sima su 214 destinazioni globali. Come tale, è meno costosa rispetto, ad esempio, Chicago o Berlino.
Tuttavia, come detto prima, potrete spendere fino ad un terzo del vostro budget per un alloggio di alta classe. E, mentre la produzione locale è davvero a buon mercato, i prodotti alimentari e di consumo importati possono essere piuttosto costosi. Inoltre, per le famiglie con figli grandi, le tasse universitarie per le scuole internazionali prendono la più grande fetta del bilancio.

Business Etiquette

Prime impressioni

Quando incontrate qualcuno per la prima volta in un gruppo, prendete il tempo di salutare tutti individualmente, con la persona più anziana per prima. Se non stringere la mano a tutti, questo potrebbe essere percepito come segno di maleducazione.
Se conoscete la lingua Kiswahili, vi serverà come un rompighiaccio. Jambo o hujambo è un generico ciao, e la risposta a “Habari Gani?” (“Come stai?”) sovrebbe sempre essere “Nzuri” (“bene”).

In un primo momento indirizzatevi a tutte le persone con il loro nome completo e con il loro titolo. Appena li conoscerete meglio e l’atmosfera diventa più informale, si può passare semplicemente al nome.

Cosa dire e cosa no

Non essere impaziente se nessuno passa direttamente alle questioni d’affari. Soprattutto se siete nuovi da queste parti, è previsto chiacchierare un po’. Siate quindi pronti a parlare dei vostri parenti e del vostro Paese d’origine.
Tuttavia, si dovrebbe evitare di discutere delle etnie del Kenya (in particolare dopo le tensioni interetniche del 2007). E non criticate la politica dell Kenya. Se siete un mzungu (uno straniero bianco), questo farà probabilmente ripescare ricordi spiacevoli dell’epoca coloniale.

Infine, nel mondo degli affari urbano, in particolare nel settore privato, essere puntuali è sempre più apprezzato.

Relazioni di genere sul posto di lavoro

Sebbene le gerarchie in ufficio siano spesso verticali, l’atmosfera generale è molto serena.

Le persone sono generalmente cordiali, e mantenere relazioni regolari con tutti è di grande importanza. Istruzione, esperienza professionale e competenze sono molto apprezzati.
Nel galateo keniota è essenziale rimanere miti e gentili, ed evitare di risolvere i conflitti in pubblico. Alzare la voce e perdere la calma in ufficio porterà solo a farvi perdere di rispetto dai vostri colleghi. Cercate, invece, di affrontare i problemi in modo discreto e indirettamente, per esempio in un colloquio personale nel corso di un pasto condiviso.
Per quanto concerne i sessi, i ruoli di genere nel mondo degli affari di Nairobi sono molto meno rigidi rispetto le zone rurali del Kenya. Tuttavia, alcuni vecchi uomini keniani possono ancora avere difficoltà ad accettare istruzioni da donne manager o supervisor. Se sei una donna che lavora in Kenya, dovresti prendere in considerazione tali aspetti.

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