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Trasferirsi in India

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Stai pensando di trasferirti in India? Preparatevi ad entrare in un Paese ricco di culture diverse e tradizioni regionali, con un ruolo importante nel commercio mondiale nel corso dei secoli. Non è una sorpresa che in questo Paese si respiri ancora un’aria di fascino che induce molti stranieri a trasferirsi nei suoi territori.

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Informazioni generali

Oggi, l’India è il secondo paese più popoloso al mondo, una democrazia composta da 28 stati federali e da sette territori dell’Unione. Non ha una lingua nazionale, anche se l’Hindi è la lingua ufficiale. Ma gli espatriati non devonoabbattersi dalla mancanza di competenze in Hindi: l’inglese, la lingua ufficiale controllata, è ampiamente parlato, soprattutto tra la popolazione urbana istruita.

Il clima dipende dalla parte del Paese in cui si sta progettando dove vivere.

Mentre il nord del Paese e alcune regioni montuose del nord-est hanno un clima alpino, in altre parti settentrionali vi sara’ un clima subtropicale.

Addirittura, gli espatriati che si spostano nella metà meridionale dell’India, possono aspettarsi un clima tropicale. La maggior parte del Paese, infine sperimenta forti precipitazioni durante la stagione dei monsoni (Giugno – Settembre).

Salute e sicurezza

Vi consigliamo di consultare il sito della propriaambasciata in India per consigil sulla salute e sul viaggio prima di trasferirsi in questo Paese. E’ sempre consigliabile pianificare bene il vostro soggiorno. Gli avvertimenti terroristici vengono emessi su base regolare, e le persone che si spostano in India devono essere consapevoli di tale rischio.

Maggior parte dei governi sconsigliano di trasferirsi negli Stati dell’India al confine con il Pakistan, in particolare lo Stato di Jammu e Kashmir, nonché nelle regioni nord-orientali, per esempio la regione Manipur. I turisti e gli stranieri sono inoltre invitati a tenere bene in mente tutte le possibili considerazioni riguardo la sicurezza quando si e’ manifestazioni pubbliche o in luoghi che attirano grandi folle.

I rischi piu’ comuni per la salute sono la febbre dengue, la chikungunya (una febbre tropicale trasmessa dalle zanzare), la malaria, l’encefalite giapponese, la diarrea, il colera, la febbre tifoidea, la rabbia, l’’influenza, e le epatiti A e B. Sono altamente raccomandate, quando ci si sposta in India, delle buone precauzioni contro le punture di zanzare.

Le vaccinazioni standard come il DPT (difterite, pertosse, tetano), polio, e MMR (morbillo, parotite e rosolia) devono essere aggiornate prima di trasferirsi. Si dovrebbero fare anche le vaccinazioni per l’influenza, lo pneumococco, il tifo, la rabbia, l’encefalite giapponese, meningite, ed entrambi i tipi di epatite.

Se non siete sicuri riguardo le vaccinazioni o i farmaci preventivi di cui avete bisogno, vi preghiamo di consultare il proprio medico di famiglia prima della partenza.

Muoversi

Le infrastrutture e le reti di trasporto potrebbero sembrare insufficienti in un primo momento. Le strade nelle aree urbane sono costantemente congestionate, e la guida è a dir poco caotica. Non aspettatevi neppure che un trasporto pubblico regolare o ottimi collegamenti con ospedali e altre strutture nelle città più piccole o nelle zone rurali.

Infatti, sebbene tutte le principali città indiane hanno una qualche forma di trasporto pubblico – soprattutto risciò e autobus affollati – gli stranieri spesso preferiscono i taxi come mezzo di trasporto.

Tuttavia, viaggiare in taxi richiede un certo grado di know-how locale: i biglietti sono spesso mercanteggiati prima di salire, piuttosto che essere addebitati secondo il tassametro.

Cercare quindi di informarvi sulle tariffe taxi prima del viaggio, magari dando uno sguardo al sito Taxi Autofare.

Viaggiare in treno

L’immagine romantica dei treni indiani possono evocare alcuni visitatori si rifà al passato coloniale dell’India. Un certo numero di operatori turistici incassa su questo “turismo nostalgia”, offrendo pacchetti di viaggio in treni di lusso.

Ma anche viaggiare su un normale treno indiano può essere un’esperienza emozionante e piacevole. Ricordatevi di pianificare bene il viaggio e prenotare un posto nel vano di prima classe. E’ più comodo ed e’ meno affollato rispetto alle altre classi.

Le ferrovie indiane sono un’impresa gestita dal governo; le informazioni riguardanti orari, percorsi, biglietti e prenotazioni sono reperibili sul sitoferrovie indiane.

Destinazioni popolari e visti

Mete di maggior espatrio

Nuova Delhi, la capitale, è un’eccezione tra le città indiane. A differenza di molti altre localita’, è relativamente nuova, pianificata e costruita volutamente per essere la capitale dell’ex impero britannico indiano. Le sue fondamenta sono state gettate nel 1911 in una zona che era stata la sede di molte antiche città indiane.

Bangalore, capitale del Karnataka e terza città più popolosa dell’India, è una metropoli in rapida crescita. E’ a volte indicata come la “Silicon Valley of India”, grazie al suo ruolo leader nel settore IT. Bangalore è anche sede di molti istituti di ricerca.

Kolkata, la capitale del West Bengala, e’ stata la capitale dell’India prima di Nuova Delhi. E’ ancora vista come la capitale culturale dell’India.

Calcutta, invece,dopo un periodo di stagnazione economica, gode oggi di nuovo un clima economicamente vivace.

Mumbai, già nota come Bombay, la capitale del Maharashtra e la città più ricca e popolosa dell’India. Il suo profondo porto naturale costituisce il più importante centro commerciale marittimo della Nazione, e contribuisce a rendere la citta’ capitale commerciale de Paese.

Grazie anche a “Bollywood”, industria cinematografica, Mumbai è anche capitale indiscussa del divertimento. E’ percepita come una città delle opportunità, attirando numerosi immigrati indiani da altre parti del Paese, cosi’ come uomini d’affari esteri, imprese e investitori.

Requisiti Visa

Molte ambasciate e consolati hanno esternalizzato il processo di richiesta di visto ad un’agenzia. Si prega di fare riferimento alla ambasciata indiana o al consolato più vicino per scoprire quale agenzia è responsabile per la vostra domanda di visto.

Oltre ai requisiti più specifici di seguito indicati, la domanda deve essere supportata da un passaporto valido per un minimo di 180 giorni, due foto recenti formato tessera e un modulo debitamente compilato, scaricabile dal sito web di ogni ambasciata indiana.

Ci sono una serie di categorie di visto che sicuramente soddisferanno le diverse esigenze degli espatriati.

Categorie Visa

  • Un Business Visa si rivolge a imprenditori industriali o commerciali che sono coinvolti in attività commerciali o che desiderano impiantare una nuova impresa. La domanda per il visto deve essere supportata da una lettera di invito da parte di un socio in affari indiano e da una lettera dell’azienda del richiedente. Entrambi dovrebbero dichiarare l’intenzione e la durata della visita.

  • Invece gli stranieri che intendono assumere un impiego in India dovrebbero applicare per ottenere un visto lavorativo. Viene concesso per un periodo massimo di due anni, un anno in caso di lavoro volontario con una ONG. Per la domanda, dovrete presentare la prova di un contratto di lavoro, nonché le qualifiche professionali e accademiche necessarie per svolgerlo.

  • Giornalisti professionisti e fotografi possono richiedere un visto giornalistico per un massimo di tre mesi. Prima di assumere un incarico, devono registrarsi presso il Press Information Bureau del governo indiano.

  • Un conference visa è concesso ai partecipanti delle conferenze ufficiali, seminari e workshop, presentando il loro invito.

  • Una domanda per un visto da ricercatore deve essere accompagnata da una proposta di ricerca, con prova di risorse finanziarie, e una lettera di ammissione presso un’università riconosciuta. Questo visto è valido per un periodo massimo di tre anni.

Vivere in India

1,2 miliardi di persone vivono attualmente nel Paese, tra cui molti espatriati, e molti di questi godono del colorato anticonformismo che la loro nuova casa ha portato nelle loro routine quotidiane. Alcuni aspetti che definiscono la società indiana sono il suo pluralismo culturale, religioso, linguistico e il suo tradizionale sistema delle caste. Quest’ultimo è un rigoroso sistema di stratificazione sociale che può ancora imporre gerarchie virtualmente impermeabili sulla popolazione.

Le persone che vivono nelle aree rurali dell’India costituiscono circa il 70% della popolazione. Tuttavia, l’India ha visto un costante aumento della sua popolazione urbana negli ultimi anni. Questa tendenza va di pari passo con il crescente numero di ben istruiti, che poi sono i residenti della classe media nelle varie metropoli del Paese.

L’aumento del numero di lavoratori qualificati ha contribuito a rendere l‘India una forza emergente sul mercato globale, che continua ad attrarre l’interesse straniero. Le multinazionali interessate a sondare il mercato indiiano mandano sempre i loro dipendenti in avanscoperta, dando così una spinta al movimento degli espatriati.

Vantaggi

Iniziare una nuova vita in India è immensamente emozionante, ma se volete iniziare con gli aspetti positivi, dovrete gioco forza abbracciarne anche le sue sfide.

Se vieni da un Paese occidentale, la vita in India sara’ probabilmente più caotica rispetto a prima. Se resterete aggrappati alle vostre vecchie abitudini la vostra nuova vita si rivelera’ un incubo. Iniziate quindi ad accettare ciò che non può cambiare, imparando così ad apprezzare le diverse qualità che il Paese ha da offrire.

In generale, la maggior parte della gente è cordiale e accogliente verso gli stranieri che stanno cercando di adattarsi allo stile di vita indiano. Non è infatti insolito per gli stranieri e le loro famiglie essere invitati dai loro vicini di casa o dai colleghi per la cena.

I turisti e gli stranieri che vivono in India spesso chiedono il permesso di scattare fotografie alla popolazione locale, facendola cosi’ sentire come una attrazione turistica. Tuttavia, questa curiosità non deve diventare importuna.

Possibili problemi per le donne

Ci sono alcune peculiarita’ meno piacevoli nella società indiana, soprattutto per le donne, Esiste infatti una forma di bullismo e una serie di molestie sessuali che ha iniziato a colpire molte donne.

Si tratta di incidenti relativamente innocui come commenti offensivi, ma che possono arrivare fino a schiaffi o peggio ancora.

Nel 2012 lo stupro e l’omicidio di una giovane donna di New Delhi ha riempito i titoli dei giornali di tutto il mondo e ha portato questo problema al centro dell’attenzione.

Il modo più consigliato per le donne per proteggersi almeno in parte da attenzioni indesiderate, è quello di indossare un ampio abbigliamento di lino o cotone non aderente che copra le spalle e le gambe almeno fino alle ginocchia.

Caos nelle citta’

Un’altra sfida sono i livelli elevati di rumore, inquinamento e sovrappopolazione nelle grandi città indiane. Le disuguaglianze, spesso dure, e la povertà visibile della popolazione non sono facili da accettare per molti stranieri.

Muoversi nelle metropoli dell’India può essere infatti una sfida in sé. Anche perché i bus, risciò e taxi sono ovunque, cosi’ come la congestione costante e le cattive condizioni della strada.

Alloggi, istruzione e tempo libero

L’alloggio

La maggior parte degli espatriati vivono nelle grandi città, come Mumbai, Bangalore, Kolkata o New Delhi. In risposta alla crescente domanda, esistono complessi abitativi speciali creati apposta per gli stranieri.

Questi sono di solito residence costituiti da edifici moderni e lussuosi, con giardini e parchi giochi per bambini. Di solito non manca il personale domestico; in definitiva questi residence forniscono un ambiente sicuro e conveniente per gli espatriati. Il lato negativo e’ che l’interazione con la società indiana è ancora molto limitata, e ci si può sentire come una sistemazione in albergo piuttosto che in una vera e propria “casa”.

Diverse famiglie di espatriati optano quindi per un alloggio individuale nei quartieri di alta classe. Anche se la ricerca potrebbe rivelarsi lunga e snervante, le ricompense in termini di rapporto qualità-prezzo e il contatto con i residenti locali compensano le preoccupazioni iniziali.

Le case famiglia in India variano in stile e qualità. Troverete e difici a un solo piano in stile bungalow così come ville lussuose.

Prendere in affitto o comprare?

C’è, naturalmente, la questione se comprare o affittare immobili. A tal riguardo, bisogna tenere in mente che ci sono alcune restrizioni per quanto riguarda gli stranieri sull’acquisto e possesso di proprietà in India. Gli stranieri devono rispettare il requisito di residenza di 183 giorni all’anno per poter comprare legalmente un immobile. E non e’ possibile acquistare l’immobile con un visto turistico.

Si raccomanda vivamente di ricorrere ai servizi di un consulente legale. Immobili in affitto o in vendita possono essere trovati sia nei siti online dedicati (ad esempio PropertyWala), contattando agenti immobiliari locali, o controllando le pagine dedicate nei giornali regionali.

Sistema scolastico pubblico

Nel 2009, il governo indiano ha sancito il diritto dei bambini ad avere una istruzione obbligatoria gratutita per tutti i bambini dai 6 a 14 anni. Tuttavia, nonostante i recenti miglioramenti, il sistema educativo sta ancora lottando per soddisfare le esigenze di una Nazione grande e diversificata.

Il governo ha avviato diversi tentativi per rendere l’istruzione elementare più accessibile per i gruppi svantaggiati, ad esempio, le donne, la popolazione rurale, o membri di determinate caste. Tuttavia, i problemi infrastrutturali e di finanziamento prevalgono ancora nel settore scolastico statale, e in molte scuole mancano gli insegnanti e le strutture essenziali.

Sistema scolastico privato e Scuole internazionali

Il settore delle scuole private, anche se relativamente piccolo, sta diventando sempre più popolare. Molte famiglie di espatriati con bambini optano per le piccole scuole private indiane, piuttosto che mandare i figli in una delle grandi scuole internazionali.

Per i bambini più grandi, le scuole internazionali che offrono un diploma internazionale rimangono l’opzione migliore. La maggior parte delle scuole internazionali si possono trovare su Internet, per esempio, tramite l’International Baccalaureate Organization. Quest’ultimo dispone di 100 scuole associate in tutta l’India.

Il valore della famiglia

La vita occupa un posto importante nella società indiana, e anche se la migrazione e l’urbanizzazione hanno contribuito a disperdere la tradizionale famiglia allargata, gli espatriati in India scopriranno subito che le attività sociali e la famiglia sono dei valori molto importanti, più importanti che in molti Paesi occidentali.

Quindi non preoccupatevi di portare i vostri figli con voi. In effetti, i vostri figli sono in grado di svolgere un ruolo essenziale nello stabilire relazioni con altre famiglie indiane.

Attività di svago

Esistono un sacco di attività da poter porre in essere, con o senza figli. Una visita a uno dei tanti famosi templi è sempre educativa. Molte librerie nelle grandi città offrono gruppi di lettura e altre attività per i bambini, mentre i genitori possono godere di una tazza di tè.

Inoltre quale occasione migliore per imparare lo yoga durante il vostro soggiorno in India! Ci sono molti corsi offerti sia per adulti che per bambini. Ultimo ma non meno importante, l’iscrizione a un’associazione di espatriati è il modo migliore per stabilire i primi contatti, fare nuove amicizie e avere consigli riguardo il vostro nuovo Paese.

Lavorare in India

Lavorare in India significa partecipare ad una delle economie mondiali più in rapida crescita. Con una popolazione attiva di circa 500 milioni, il paese vanta la seconda più grande forza lavoro del globo.

Anche se la crescita del PIL è rallentata a meno del 5% nel 2012, gli esperti dicono che l’India è ancora lontana dall’aver raggiunto il suo pieno potenziale economico. Un’infrastruttura inadeguata è al centro dei problemi, tenendo il Paese indietro sulla sua strada per diventare la prossima superpotenza economica.

In India ci sono molte possibilita’ riguardo i posti di lavoro qualificati e, allo stesso tempo, l’enorme riserva di candidati qualificati attira sempre più le aziende internazionali che cercano di esternalizzare il lavoro.

Questa tendenza è stata incoraggiata dal governo indiano e, dato che le imprese multinazionali tendono ad avere una forza lavoro internazionale, il numero di espatriati che lavorano in India è in aumento.

Principali settori economici

Il settore agricolo, pur generando solamente il 17% del PIL nazionale, impiega circa la metà di tutte le persone che lavorano in India. Questo include sia i dipendenti in moderne industrie agricole che gli agricoltori tradizionali del villaggio. Oltre alla produzione del tè, i contadini indiani coltivano principalmente riso, frumento, canna da zucchero, frutta e verdura.

Il settore industriale, con una quota di PIL del 18%, crea posti di lavoro per quasi il 20% delle persone. Il Paese e’ il secondo più grande produttore di cemento in tutto il mondo. Altre industrie che impiegano un numero considerevole di persone sono quelle che si occupano di prodotti tessili, mezzi di trasporto, estrazione mineraria, prodotti farmaceutici, prodotti chimici, software e macchinari.

Ultimo ma non meno importante, il settore dei servizi, in forte e in rapida crescita, responsabile per il 65% del PIL, impiegando circa il 30% della popolazione attiva. Diversi i settori forti del terziario: in particolare la tecnologia dell’informazione, servizi IT-enabled, telecomunicazioni, così come i servizi finanziari, sociali, personali, culturali e ricreativi. Il termine “servizi finanziari” viene utilizzato per includere coloro che lavorano in banche, società immobiliari e società di assicurazione.

Tassazione per gli stranieri

Con alcune eccezioni, gli stranieri che vivono e lavorano in India sono soggetti alle leggi fiscali indiane. Il sistema fiscale ha subito alcune riforme liberali, al fine di stimolare il commercio e gli investimenti.

Dal mese di aprile 2011, le nuove aliquote dell’imposta sul reddito sono pari allo 0% per le persone che hanno un reddito annuo non superiore a 180.000 rupie, del 10% fino a 500.000 Rs, del 20% fino a 800.000 Rs e, infine, del 30% se si guadagnano piu’ di 800.000.

Gli investitori esteri e le aziende o i dipendenti internazionali che operano in India e che non hanno la residenza nel Paese, possono evitare la doppia imposizione fiscale. Esistono infatti oltre 80 DTAA (accordi bilaterali) con vari Paesi. Per una lista completa consultate la sezione dedicata del sitoIncome Tax Department.

Inoltre, gli espatriati che si trovano a svolgere incarichi di lavoro non superiori a 183 giorni in un anno finanziario, e il cui stipendio non è pagato da una società indiana, sono tassati nel loro Paese di residenza.

Welfare e previdenza sociale

Welfare

L’India ha un sistema di sicurezza sociale di base solamente per una piccola percentuale della forza lavoro del Paese. Tradizionalmente, gli Indiani si appoggiono alle loro famiglie allargate per il supporto in caso di malattia o di altre disgrazie. Tuttavia, a causa di migrazioni, dell’urbanizzazione e della maggiore mobilità sociale, i legami familiari sono meno stretti e nuclei familiari molto più piccoli rispetto a quelli di una volta. E, finora, né lo Stato né le compagnie di assicurazione private si sono adoperate abbastanza per colmare questa lacuna.

Ad ogni modo, esistono due principali piani di sicurezza sociale, uno per i lavoratori dipendenti (l’EPFO) e uno per i meno abbienti (l’ESIC). L’EPFO gestisce un fondo di previdenza, un regime pensionistico e un regime di assicurazione.

L’ESIC, invece, riguarda i dipendenti a basso redditto, per fornire loro assistenza sanitaria e sicurezza sociale di base. Originariamente destinato ai lavoratori delle fabbriche, la copertura e’ stata gradualmente estesa ad una maggior parte della popolazione.

Tuttavia, le strategie di controllo del governo non sono molto efficienti, e molti datori di lavoro che dovrebbero pagare i contributi per il loro personale non lo fanno. Inoltre, il settore “non organizzato”, vale a dire le imprese, – soprattutto nel settore agricolo – non e’ giuridicamente coperto da alcuna forma di sicurezza sociale, e parliamo di una percentuale della popolazione sproporzionatamente grande. Invero, una grande parte della popolazione non ha l’assicurazione sanitaria, e si stima che 370 milioni di lavoratori non hanno alcun tipo di regime pensionistico.

Welfare per gli espatriati

L’India ha accordi di sicurezza sociale di reciprocita’ con alcuni Paesi europei, così come la Corea del Sud, al fine di fare in modo che i contributi previdenziali versati durante la permanenza nel suoi confini non vengano persi quando si ritorna nella propria Nazione. Si prega di controllare il sito web del Ministero degli Affari Indiani d’oltremare per avere informazioni aggiornate a riguardo.

Gli espatriati provenienti da Paesi che sono oggetto di questi accordi possono continuare a versare i contributi previdenziali nella loro abituale Nazione residenza, sempre che il loro incarico in India non duri più di 60 mesi.

L’India ha firmato accordi di sicurezza sociale con il Belgio, la Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Ungheria, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Repubblica di Corea e la Svizzera. Negoziati con altri Paesi sono in corso.

Assicurazione sanitaria

Si consiglia vivamente di avere un’adeguata copertura assicurativa sanitaria prima di partire. Questo perche’ gli ospedali pubblici sono spesso mal tenuti e privi di attrezzature mediche adeguate. Cio’ non vuol dire che il buon trattamento medico non sia disponibile in India. Tuttavia, i migliori ospedali appartengono al settore privato, e non sono affatto coperti da assicurazione sanitaria pubblica.

Lavoro

La via più comune che porta i lavoratori stranieri in India è il trasferimento interno tipico delle multinazionali. Grazie ad una crescita economica duratura e ad un mercato in gran parte inutilizzato, molte multinazionali, così come nuovi investitori, hanno iniziato l’apertura di filiali e di imprese in India. Un fattore chiave in questo sviluppo è la giovane e in rapida crescita della forza lavoro.

Tuttavia, il Paese è ancora carente riguardo infrastrutture complete ed efficienti. Cio’ e’ un grave problema per le società estere e per i loro dipendenti, ma questa mancanza potrebbe anche essere visto come una opportunità di business. Infatti, non solo ci sono significativi incentivi fiscali per le imprese che vogliono impegnarsi per lo sviluppo, la manutenzione o la gestione di infrastrutture, ma il mercato per tali imprese è enorme.

Quando si tratta di infrastrutture sociali, il settore della sanità privata, in particolare, è generalmente visto come una miniera d’oro per gli investitori stranieri e personale medico qualificato. Opportunità di lavoro meno tradizionali per i potenziali espatriati possono essere trovati nell’insegnamento o nel turismo.

123oye è un buon sito web per la ricerca di un lavoro in India, cosi’ come i principali motori di ricerca di lavoro internazionali tra i quali Monster e NaukriHub.

Guidare in India

Se sei uno spirito avventuroso, guidare in India potrebbe essere il brivido che stai cercando. In caso contrario, preparatevi ad affrontare strade congestionate con proprie regole non scritte.

La guida è piuttosto pericolosa, in particolare nelle grandi città. La Nazione detiene il record mondiale di morti coinvolti in incidenti stradali: nel 2010, oltre 135.000 persone sono morte sulle strade, con la tragica media di un morto ogni 3-4 minuti nel 2011.

Questo perche’ molti automobilisti non rispettano il codice della strada e, inoltre, ci sono pochissimi passaggi pedonali.

Se non si vuole fare affidamento su mezzi pubblici per andare in giro, si consiglia vivamente di assumere un autista che abbia un paio di anni di esperienza, visto che hanno più familiarità con le regole della strada. Per via dei bassi salari, questi autisti sono abbastanza accessibili e, soprattutto, vi porteranno a destinazione “interi”.

Infrastrutture stradali

Guidare in India richiede all’utente di condividere la strada con risciò, autocarri, ciclomotori imballati, decine di altre auto, senza dimenticare infine gli animali e il rumore assordante. Molti conducenti indiani utilizzano il clacson senza pausa alcuna: contrariamente all’uso che se ne fa nei Paesi occidentali, qui il clacson è soprattutto un mezzo per trasmettere il lato ’emotivo’ della guida – praticamente ogni tipo di emozione. Qualcuno potrebbe anche farlo solo per il gusto di farlo.

Riguardo le strade, nonostante il Paese sia terzo al mondo per quanto riguarda l’estensione della sua rete stradale, i suoi 3 milioni e 300 mila chilometri di strade sono spesso tutt’altro che ben sviluppati. Buche, erba, cocci di vetro e sterco di mucca sono solo alcune delle cose che si possono trovare sulla strada.

Inoltre, le inondazioni possono drasticamente rallentare il ritmo di guida.

Infine il matrimonio, il compleanno o corteo funebre di una persona importante sono un altro motivo di ingorgo.

Consigli

La chiave per una guida sicura in India è quella di essere armati di pazienza. Arrabbiarsi non porta da nessuna parte, tranne forse nel più vicino ospedale. Tenete gli occhi aperti a tutto ciò che vi circonda, e tenetevi pronti a frenare, sterzare e accelerare praticamente nello stesso tempo.

Se vi capita di essere coinvolto in un incidente, cercate di risolvere con l’altro conducente più rapidamente possibile. Evitare di ottenere l’attenzione di altri conducenti o pedoni. Essi di solito si schierano con il conducente indiano o con il conducente con il veicolo più piccolo, portandovi, vostro malgrado, ad una possibile rissa.

Regole

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, anche in India esistono dei regolamenti da rispettare. Ma il proplema e’ che queste regole non sono applicati nella misura necessaria.

Ad ogni modo, di seguito le regole principali:

  • L’età minima legale per la guida di un auto in India è di 18 anni.

  • Si guida sul lato sinistro della strada, con il volante sul lato destro della vettura.

  • Il limite di alcol presente nel sangue è dello 0,3 ‰ e la punizione. Andare oltre è molto grave: la prima infrazione comporta la reclusione fino a sei mesi e / o una multa fino a 2.000 rupie. Una seconda infrazione entro i tre anni dalla prima comporta due anni di reclusione e / o una multa fino a 3.000 rupie.

  • L’uso dei telefoni cellulari sonno ovviamente vietati durante la guida.

  • L’uso delle cinture di sicurezza, anche se obbligatorio solo nelle grandi città, viene altamente raccomandato.

La patente

La patente di guida è amministrata dall’ufficio del trasporto regionale, che è sotto il governo dello Stato federale, e non del Paese. Esistono diversi tipi di patenti; le piu’ importanti sono:

  • Patente per la moto

  • Patente automobilistica

  • Patente per veicoli a motore pesanti. Se avete intenzione di guidare un autobus o un camion, avrete bisogno di questa licenza.

Il processo per ottenere la patente è abbastanza simile alla maggior parte degli altri Paesi. È necessario sostenere un esame scritto e pratico, al fine di ottenere una licenza permanente. L’India non ritiene valide le patenti estere. In alternativa, è possibile utilizzare la patente di guida internazionale, ma dovrete dimostrare di essere in India su un incarico a breve termine per meno di un anno.

Importazione di veicoli

Importare un’auto usata è un compito non solo difficile, ma anche piuttosto costoso e, in definitiva, inutile. I dazi doganali per le auto usate importate possono essere superiori al 100% del loro valore reale!

Il veicolo che si desidera importare deve soddisfare una serie di requisiti, ad esempio avere il volante sulla destra e un tachimetro indicante la velocità in km / h. Le auto che hanno un motore con capacità da 1000 a 2500cc non sono legalmente importabili.

Tenete presente che il porto di Mumbai è attualmente l’unico punto di ingresso per le auto usate importate.

Registrazione della propria auto

Per registrare un auto, si deve andare all’Ufficio Regionale dei Trasporti nella vostra zona di residenza e richiedere un modulo di registrazione. Insieme a questo modulo compilato, avrete bisogno dei seguenti documenti:

  • certificato di vendita dell’auto rilasciata dal rivenditore

  • certificato tecnico rilasciato dal costruttore dell’auto

  • certificato attestante la conformita’ del proprio veicolo alle norme anti-inquinamento.

  • certificato doganale riguardo le auto importate

  • copia della polizza di assicurazione

  • tassa di registrazione

Assicurare la propria auto

L’unica assicurazione obbligatoria in India è l’assicurazione sulla responsabilità civile. Ovviamente avete la possibilita’ di aggiungere una polizza a copertura totale, che include la responsabilità contro il furto e i danni da incendi, inondazioni o terremoti. Tenendo conto delle condizioni della strada e delle condizioni generali di vita in India, non sarebbe una cattiva idea.

La maggior parte degli Indiani non possono permettersi di pagarsi una macchina, quindi meno della metà della domanda di trasporto è costituita da veicoli privati. Tuttavia, in quanto espatriato, probabilmente troverete il costo di un auto, in questo Paese, abbastanza a buon mercato. Invero, l’auto più economica del mondo, la Tata Nano, è stato prodotta in India al bassissimo costo di circa 2.000 euro.

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