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Giappone

Vivere in Giappone

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Per gli espatriati che vivono in Giappone, la frenesia della quotidianità puo’ essere schiacciante. Ma vivere in Giappone è anche una continua emozione, considerando le metropoli vivaci e i paesaggi mozzafiato!

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Alcuni aspetti della vita in Giappone saranno probabilmente familiare a molti espatriati prima ancora di arrivare; la cultura giovanile nelle altre nazioni dell’Asia orientale, dell’Europa, e degli Stati Uniti hanno infatti raccolto per anni le tendenze di questo Paese.

E gli espatriati adulti, d’altra parte, avranno letto molto materiale sule tradizioni e sulle arti associati al Giappone.

Informazioni sulla sicurezza

Il Giappone è un posto molto sicuro. Secondo il Global Peace Index 2012, abitare in Giappone significa vivere in uno dei cinque paesi più sicuri al mondo. Infatti, il Paese ha uno dei tassi di omicidi più basso a livello planetario, cosi’ come il livello di crimine violento.

Riguardo la maggior parte degli stranieri che subiscono un crimine in Giappone, questi accusano di aver subito o piccoli furti o atti vandalici. Nella vita notturna della Grande Tokyo le risse da bar e addebiti incontrollati sulle carte di credito non sono di certo rari.

I numeri di emergenza nazionali sono 119 (pompieri/ambulanza) e 110 (polizia).

Qui i terremoti sono molto comuni, e la maggior parte degli espatriati possono aver assistito ad almeno una di queste scosse sismiche. La maggior parte dei terremoti del Giappone sono relativamente innocui. Tuttavia, nel marzo 2011, uno di questi ho fatto tremare la terra cosi’ tanto da causare uno tsunami, che ha colpito la costa orientale in molto molto duro.

Lo tsunami ha portato infatti alla devastazione di molte case e alla perdita di 19.000 vite. Inoltre, una centrale nucleare nella provincia di Fukushima è stata pesantemente danneggiata. Il governo ha infatti dichiarato come “zona vietata” la regione intorno alla centrale. A causa di alti livelli di radiazioni, nessuno puo’ entrare in questa zona.

Questo disastro naturale ha avuto anche un effetto sulla economia del Paese.

Come registrarsi

Il primo ostacolo ad un facile trasferimento e’ di solito la burocrazia comunale. Ogni cittadino straniero che si stabilisce in Giappone deve infatti registrarsi come residente straniero. Ma la procedura potrebbe sembrare un po’ “intimidatoria”, soprattutto se non si parla giapponese. Ma non preoccupatevi! Ottenere la cosiddetta Resident Card (zairyu kaad) in realtà non è così difficile.

I residenti stranieri che soggiornano in Giappone per più di tre mesi vengono registrati nelle stesse liste dei cittadini giapponesi.

Se venite in Giappone con un visto per un medio-termine o per un soggiorno a lungo termine, vi verrà consegnata la Resident Card presso l’aeroporto. Dovrete comunque andare presso il municipio locale, entro 14 giorni dall’arrivo, per completare la procedura.

La maggior parte degli uffici per la residenza nelle principali città come Tokyo, Yokohama o nella regione del Kansai forniscono degli orari settimanali dove si possono trovare impiegati che parlano inglese.

Ricordatevi di portarvi sempre dietro il vostro passaporto, poiche’ previsto per legge per ogni cittadino straniero in Giappone.

Il mercato immobiliare

Il modo migliore per cercare casa è contattare un agente immobiliare o una agenzia che si occupa di questo tipo di trasferimenti, e ovviamente chiedere consigli nelle associazioni/forum/gruppi degli espatriati.

La maggior parte degli espatriati che vivono in Giappone preferiscono affittare piuttosto che acquistare abitazioni. Non è diffusa la possibilità di abitare in un alloggio temporaneo sotto forma di appartamenti ammobiliati e con servizi. Tuttavia, affitti di questo tipo, possono essere trovati in distretti metropolitani con un’alta popolazione espatriata, soprattutto a Tokyo.

Le case giapponesi tendono ad essere più piccole di quelle esistenti nell’Europa Occidentale. Quando si legge un annuncio per un appartamento, siate quindi consapevoli del fatto che la dimensione di una stanza può essere misurata col numero di tatami (tappetini 90×180 cm) che riesce contiene.

Ricorda inoltre che appartamenti giapponesi sono spesso insufficientemente isolati. L’acquisto di soffici coperte e riscaldatori elettrici per l’inverno e di una grande ventola in estate potrebbe tornare utile.

Per la firma del contratto di locazione sono necessari i seguenti documenti:

  • Resident Card
  • una prova di reddito
  • un garante
  • un particolare tipo di marca da bollo (jitsuin)

Sarebbe più sicuro avere una traduzione certificata inglese del contratto di locazione, in modo da sapere esattamente che cosa si tratta.

L’esborso iniziale può ammontare a diversi mesi di affitto, anche fino a cinque o sei mesi. Tale somma è costituita da:

  • affitto – di solito due mesi di anticipo
  • cauzione (shikikin)
  • commissione per l’agente immobiliare
  • premio assicurativo per l’arredamento (songai Hoken-ryo)

 

Istruzione e Sanità

 

Cura del Bambino

La barriera linguistica può essere un problema: i servizi pubblici dedicati ai bambini non garantiscono la disponibilità di operatori bilingue. Pertanto, i genitori espatriati spesso ripiegano su servizi privati: bambinaie bilingue raccomandate da altri espatriati, numerose asili indipendenti e scuole materne nella regione di Tokyo-Yokohama.

Educazione

La barriera linguistica è ancora una volta il motivo principale per cui la maggior parte dei figli di espatriati non frequentano una scuola giapponese.

La maggior parte degli espatriati preferiscono quindi mandare i loro figli ad una scuola internazionale privata. Purtroppo, queste scuole sono spesso piuttosto costose.

Sanità Pubblica

Gli standard di qualità delle cure mediche in Giappone sono molto alti. Inoltre, il Paese ha un piano di assistenza sanitaria pubblica per tutti i cittadini giapponesi, così come per gli stranieri che soggiornano in Giappone per più di un anno. Gli stranieri possono iscriversi al sistema nazionale sanitario attraverso il loro datore di lavoro. I contributi verranno dedotti direttamente dal loro stipendio.

I disoccupati possono iscriversi al sistema sanitario nazionale presso il municipio, e pagheranno in base al reddito.

Assicurazione sanitaria privata

Purtroppo, la sanità pubblica non e’ fruibile ai residenti stranieri che vivono in Giappone per meno di 12 mesi. Inoltre, anche in caso contrario, il pubblico non copre mai tutte le spese mediche. Di solito dovete infatti pagare circa il 30% dei costi di tasca propria.

Vari trattamenti medici, inoltre, non vengono forniti dal sistema pubblico: non sono inclusi, ad esempio, un sacco di cure prenatali, interruzioni di gravidanza, vaccinazioni volontarie, esami di check-up, ecc. Pertanto, molti espatriati stipulano un’assicurazione medica supplementare.

Assistenza medica per gli stranieri

Sebbene gli standard medici siano davvero alti, la barriera linguistica è, di nuovo, un notevole problema. Quando si va da un medico o in una clinica per cure primarie o in un ospedale per le malattie più gravi, si dovrebbe quindi non solo portare la tessera sanitaria, ma anche chiedere ad un interprete di accompagnarvi.

Se volete evitare i problemi, rivolgetevi alla più vicina ambasciata o consolato per sapere dove trovare personale medico bilingue.

Trasferirsi in Giappone

Il Terremoto del 2011

Nel marzo 2011, un terremoto di enorme gravità (8,9 della scala Richter) e uno tsunami hanno colpito costa orientale del Giappone. Diverse centrali nucleari nella regione sono state danneggiate, soprattutto quella di Fukushima Dai-ichi. Per la prima volta da Chernobyl, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica ha classificato un incidente nucleare come “fase 7”.

A causa della forte radiazione, l’intera area compresa tra i 20-30 km intorno a Fukushima è stata dichiarata zona vietata.

Molte persone hanno perso le loro case e la vita. 16.000 residenti sono stati dichiarati morti. Nel 2012, 2.700 persone sono state ufficialmente considerate disperse. Tuttavia, fuori dalla zona interessata, la situazione per i locali e gli stranieri sembra essere in gran parte tornata alla normalità.

L’impatto del disastro del 2011

Un anno dopo la catastrofe, oltre 600 aziende sono state costrette a dichiarare fallimento, licenziando circa 12.000 dipendenti. In autunno 2012, le città colpite fanno ancora i conti con le conseguenze del disastro. Inoltre, gli enormi costi di riparazione e il rincaro dei prezzi dell’energia hanno sicuramente avuto un effetto negativo sull’economia globale.

Per tutte queste ragione, a chi viaggia o si sposta in Giappone si consiglia vivamente di evitare la zona vietata di Fukushima.

Ad ogni modo, il Giappone ha introdotto severi controlli riguardo la radioattività per i prodotti alimentari. Tutti i prodotti disponibili, quindi, sono sicuri da consumare.

Requisiti di base per potersi trasferire

Avere le giuste qualifiche e le appropriate skills lavorative sono dei requisiti importantissimi per poter espatriare in Giappone.

La conoscenza della lingua giapponese vi avvantaggerà di molto. Tuttavia, la sola conoscenza della lingua non è sufficiente se vi mancano l’esperienza, le competenze specialistiche o, almeno, un background in business administration. Si dovrebbe anche essere consapevoli del fatto che anche i giovani laureati giapponesi al giorno d’oggi faticano a trovare un impiego. Non è quindi così facile entrare nel mercato del lavoro locale.

D’altra parte, i vari tipi di ingegneri, chimici industriali, it-specialists e personale qualificato in campi particolari, come la tecnologia verde o il med-tech, hanno una migliore possibilità di impiego.

Regioni principali

La maggior parte degli espatriati non vivono quasi mai nel Giappone rurale. Trasferirvi in Giappone, piuttosto, vi condurrà in un ambiente fortemente urbanizzato e densamente popolato.

Ricordate che le città costiere del Giappone hanno subito un rapido processo di urbanizzazione, commercializzazione e industrializzazione. Ciò è dovuto principalmente alla mancanza di spazio abitabile in zone di montagna e alla forte domanda di terreni coltivabili.

Preparatevi quindi a trasferirvi nell’agglomerato di Tokyo / Yokohama, nella regione del Kansai (Osaka – Kobe – Kyōto – Nara), o nella zona di Nagoya.

La Greater Tokyo Area

Come capitale ufficiale del paese dal 1868, Tokyo è, naturalmente, la sede di diplomatici e giornalisti. Con oltre 13 milioni di abitanti, questa mega-città non è solo la più grande area urbana del Giappone, ma anche la più grande economia metropolitana del mondo e uno dei tre centri finanziari più importanti del globo. E’ sede del Tokyo Stock Exchange e del 13% di tutte le aziende presenti nella classifica “Fortune 500”, così come e’ sede di innumerevoli banche di investimento e compagnie assicurative.

Tokyo offre molte opportunità di lavoro per gli espatriati, ad esempio nel campo della finanza, del commercio e nell’high tech, ma è una delle città più costose del mondo.

Tuttavia, Tokyo è anche considerata, da molti residenti stranieri, una megalopoli vivibile. Se avete quindi lo stipendio per permettervi certi sfizi, la vita a Tokyo può essere molto divertente.

Yokohama

Yokohama, situata a sud di Tokyo, si e’ più o meno fusa con il suo vicino di casa, in una area metropolitana gigante. Proprio come la sorella maggiore, Yokohama smentisce le sue umili origini: un piccolo villaggio di pescatori.

Yokohama è il principale centro commerciale della Greater Tokyo Area, ed e’ una città portuale di rilievo. Mentre il trasporto è ancora un business importante, la città è diventata anche un centro per le industrie bio-tech, farmaceutiche, informatiche e di elettronica. Anche se è piuttosto costosa su scala globale, è molto più economica rispetto alla vicina Tokyo. Non c’è da stupirsi quindi che ospita una popolazione straniera di circa 75.000 residenti.

La Regione Kansai

La regione Kansai (chiamato anche Keihanshin), si ritienga sia il cuore commerciale e culturale del Paese.

La zona Kansai è di grande interesse per gli espatriati per motivi economici, accademici e culturali. Essa comprende l’ex città mercantile di Osaka, che ora è la terza città del Giappone e sede di imprese leader, il porto cosmopolita di Kobe, e Kyōto. Secondo il censimento del 2010, circa il 17% della popolazione del Giappone vive in questa regione. Nel 2011, ha generato il 19% del PIL della nazione.

Come espatriato nella regione del Kansai, potreste lavorare in industrie medico-farmaceutiche, chimiche, nell’industria elettronica, nella robotica, nell’informatica, o nel settore energetico. Kyoto e ad Osaka ospitano, inoltre, istituti di ricerca e prestigiose università.

Nagoya e Chukyo

Rispetto a Tokyo, la regione di Nagoya potrebbe sembrare piccola e quasi accogliente. Tuttavia, Nagoya è ancora quarta città più grande del Giappone.

Ora è una città portuale vivace e un hub per il settore produttivo del Giappone. Tra le varie industrie manifatturiere di Nagoya ricordiamo l’ngegneria aerospaziale e il settore automobilistico.

Il Visto

Visti di breve durata

Per entrare in Giappone, è necessario un passaporto valido e, se necessario, un visto che rifletta lo scopo del vostro soggiorno. Oltre 60 paesi hanno accordi di esenzione del visto con il Giappone. Questo significa che, a seconda della nazionalità, non avrete bisogno di un visto per soggiorni di 14-180 giorni.

Ad esempio, i cittadini di Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti possono rimanere in Giappone, per un massimo di tre mesi, senza visto. Lo stesso vale per i cittadini di Singapore, Hong Kong o Corea del Sud.

Visti a lungo termine

Per un soggiorno a lungo termine, però, è necessario soddisfare una serie di requisiti che variano in base al visto necessario. Visti diplomatici e ufficiali si applicano al personale delle ambasciate e consolati. Visti generali a lungo termine, d’altra parte, riguardano le categorie degli studenti, dei lavoratori e dei familiari a carico dei residenti stranieri di lungo periodo.

Ogni richiedente visto ha bisogno del cosiddetto Certificato di Idoneità, rilasciato dall’ufficio regionale per l’immigrazione in Giappone. Naturalmente, non c’è bisogno di viaggiare in Giappone al fine di ottenere questo certificato. Possono gestire il processo di applicazione al vostro posto il vostro futuro datore di lavoro, una organizzazione non-profit, o un avvocato esperto in immigrazione.

I requisiti per l’ottenimento del Certificato di Idoneità e dei documenti necessari per l’applicazione variano da categoria a categoria. Sono tutti elencati in dettaglio nel modulo di domanda per ogni specifico caso, che è possibile scaricare dal sito web del Dipartimento Immigrazione del Ministero della Giustizia Giapponese.

Per ulteriori informazioni sui visti, permessi di lavoro, e il Certificato di Idoneità, si prega di contattare l’ambasciata o il consolato giapponese a voi più vicino.

Lavorare in Giappone

Il clima economico attuale

Prima del disastro del 2011, lavorare in Giappone significava già lavorare in un Paese alle prese con problemi come la lenta crescita economica, un calo del settore manifatturiero, bassa produttività, l’aumento del debito pubblico, e l’invecchiamento della popolazione. Infatti, entro il 2025, due dipendenti potrebbero dover sostenere un pensionato.

Dopo il disastro, le conseguenze hanno avuto un ulteriore impatto sull’economia del Paese. La catastrofe nucleare ha portato ancora più in alto il debito pubblico, così come i problemi nel settore energetico. Alla fine del 2012, l’economia nazionale si è contratta per il terzo trimestre consecutivo, e il Paese sta attraversando una lieve recessione.

Prospettive economiche del Giappone non sono quindi chiare.

I settori importanti

A causa della mancanza di terra arabile, non ci sono mai stati molto molte opportunità per coloro che lavorano nel settore agricolo. Fatta eccezione per la coltivazione del riso e della pesca, l’agricoltura è infatti piuttosto trascurabile.

Il settore manifatturiero è invece sia avanzato che diversificato. Il Giappone esporta vari ingredienti e prodotti industriali ad alta tecnologia, in particolare per i paesi dell’Asia orientale e per gli Stati Uniti. Questa è sempre stata una fonte di orgoglio per i tanti operai che lavorano nelle industrie manifatturiere. Tuttavia, oggi, questo settore soffre la forte concorrenza dei Paesi emergenti, l’attuale carenza di energia, e la globalizzazione in generale nella regione Asia-Pacifico.

In altre parole, lavorare in Giappone significa accettare la sua condizione di essere una economia di servizi. Circa il 70% della forza lavoro è quindi impiegata nel settore dei servizi, dal bancario e finanziario all’immobiliare e assicurativo, fino al commercio al dettaglio e alle telecomunicazioni.

Espatriati qualificati possono essere assunti come esperti del settore automobilistico, nel settore delle costruzioni, nella tecnologia ambientale o sanitaria, come venditori B2B per prodotti industriali, o come traduttori tecnici. Altri settori tradizionali di impiego di personale qualificato, come l’It o l’elettronica, sono attualmente su un terreno un po’ traballante, ma potrebbe ancora valere la pena provare a farne parte.

Previdenza sociale

Ogni persona di età compresa tra 20 e 59 anni che vive in Giappone entra nel Pension Plan nazionale, indipendentemente dalla nazionalità. L’istituto di previdenza nazionale (Kokumin nenkin) garantisce ai residenti un pensione sociale in caso di basso reddito in caso di invalidità.

Bisogna iscriversi a questo schema presso il municipio, e pagare un contributo mensile di circa 15.000 ¥, indipendentemente dal vostro livello di reddito. Se invece siete dei lavoratori dipendenti, il vostro datore di lavoro vi iscriverà automaticamente.

Invece, i vostri contributi mensili riguardo la pensione di vecchiaia dipendono dai vostri emolumenti, e verranno detratti dal vostro stipendio (insieme ai 15.000 ¥ per il Pension Plan nazionale). Una volta lasciato il Giappone, è possibile ottenere indietro tutti i vostri contributi pensionistici, a condizione che siano stati pagati per più di sei mesi.

Fiscalità e Business

Tassazione

Le imposte dirette sono applicate su tre diversi livelli: nazionale, provinciale, e comunale.

Le imposte nazionali comprendono, ad esempio, l’imposta di successione e l’imposta sul reddito. Se siete proprietari di un’auto, pagherete la tassa automobilistica alla provincia di residenza, mentre esiste una tassa sulla casa sia a livello provinciale che comunale.

Redditi specifici come stipendi e salari sono inclusi nel sistema di ritenuta alla fonte. Essi saranno detratti dal vostro stipendio, ma dovranno ancora essere elencati nella vostra dichiarazione dei redditi. In Giappone, la dichiarazione dei redditi deve essere presentata tra il 16 febbraio e il 15 marzo di ogni anno.

Business

Evitare troppo il contatto visivo. Ciò che può essere interpretato come onestà, franchezza e rispetto nel vostro Paese, potrebbe essere interpretato in Giappone come uno sguardo maleducato.

Quando si tratta di chiacchiere, parlate sempre bene del Paese. Critiche sia del Giappone che dei colleghi dovrebbero essere evitati a tutti i costi.

Lo scambio di biglietti da visita è un rito importante, trattate queste carte con rispetto. Ciò significa: non piegarle, non scarabocchiarle, non metterle via in fretta senza nemmeno averle guardate.

Titoli ufficiali come professore o direttore sono importanti. Ricordatevene.

Fare affari in Giappone potrebbe richiedere più pazienza del solito. Tuttavia, questo non è un motivo per mancare di rispetto ai basici valori socio-culturali di gerarchia, di armonia e lealtà.

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